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Full text of "Bollettini ECN Milano"

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CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO 

Via Leoncavallo 22 - 20131 MILANO - Tel. /Fax 02 26140287 - Modem 02 2840243 



INDICE DEI CONTENUTI 


2 

IS92O30B.TXT 

(13 / 03 / 92) • 

iniiiativa 8 Bara 

3 

TOLAREUOC 

(13 / 03 / 92) 

•eelinj csa 

4 

fE920311.ni 

(13 / 03 / 92) 

lettera al lanifesto su carnevalaltro 

5 

TE92030f.TXT 

[13 / 03 / 92) 

coiuoicato finale controcarnevale 

4 

?E920303.TXT 

(13 / 03 / 92) 

«anifesto contro staipa locale per carnevalaltro 

7 

0BIETT3.MC 

(13 / 03 / 92) 

«niente di licitele sulla sua obiezione totale 

8 

SF01DAEZ1P 

(12 / 03 / 92) 

Turbolente nottate a Bologna 

9 

ATTILEGLELE 

(12 / 03 / 92) 

Sulle leghe dal OCA di Hodena 

10 

FI203122IP 

(12 / 03 / 92) 

La situazione nelle ferrovie 

11 

FI20309B.TXT 

(12 / 03 / 92) 

Per una lanifestaiione contro il carcere 

12 

FI20309A.IXT 

(12 / 03 / 92) 

La liunta cotonale non da piu' il suolo pubblico 

13 

FI203O6A.ni 

(12 / 03 / 92) 

Continua preparazione lanifestazione antirazzista 

14 

Ì0UIDIC1.BÀK 

(12 / 03 / 92) 

resoconto iiiediato lanifestazione 11/3 BO 

15 

FRAHC2.D0C 

(12 / 03 / 92) 

convocazione lanifestazione 11 iarzo B0 

16 

PD920311.TXT 

(11 / 03 / 92) 

Sgoiberata casa occupata a Padova 

17 

COHDQSETST 

(10 / 03 / 92) 

(MICAT0 DOOE LEOlCAfALLO 

18 

PEDR0.D0C 

(08 / 03 / 92) 

folantino su anniversario oiicidio di PEDR0 

19 

TT080392.TCT 

(08 / 03 / 92) 

conclusa occupazione a iontebelluna 

20 

BESTIALK.DOC 

(08 / 03 / 92) 

Cariche per tentato sfondaiento al Bestiai Barite 

21 

AvvocATO.nr 

(08 / 03 / 92) 

ULTIME UNITA' A SEREGU0 

22 

SAHARA RI.Z1P 

(0? / 03 / 92) 

Coi. Popolo Sabaravi, Dibattito al Leonk 

23 

BC0BRALTIT 

(07 / 03 / 92) 

Coi. liputati iniz. Rai li del 8/2/91 

24 

W0392.ZIP 

(07 / 03 / 92) 

occupazione a Bontebelluna (TV) 

25 

PD030692.ni 

(06 / 03 / 92) 

coiunicato perquisizione bassa padovana su attentati 

26 

FI203052IP 

(05 / 03 / 92) 

Protesta di disabili ed invalidi 

27 

F120305D.ni 

(05 / 03 / 92) 

2 anni del Kovii, di Lotta i la Casa 

28 

FI2030AB.ni 

(05 / 03 / 92) 

Appello OCA i giornata di lotta antirazz. 

29 

PD050392.ni 

(05 / 03 / 52) 

Perquisa POSMObar USTE (Pd) 

ULTIM’ORA 




ATCISNAL.TXT PD: Molotov contro sindacato fascista CISNAL 
INCE.INC comunicati assemblee inceneritore IMPERIA 
IMMARAPR.PRG Programma iniziative controcolombiane IMPERIA 



2 


File : BS920308.TXT 


In un 8 Marzo caratterizzato dal folklore fine a se 
stesso, che ha visto scendere in Piazza vari grup- 
puscoli di donne (donne in nero, donne di rifonda- 
zione ecc.) che si sono Unitati a una presenza 
statica e alla organizzazione di una danza africana 
con alcune ragazze senegalesi (le stesse che 364 
giorni all’anno vivono segregate all’interno di 
quattro »ure domestiche e che solo in occasione 
della festa della donna viene periesso loro di 
uscire all’esterno), un gruppo di coipagne del ex 
Centro Sociale di Via Battaglie ha dato vita ad una 
iniziativa diiostrativa contro la sede bresciana 
del Movimento per la vita. 

Mentre si stava svolgendo un corso per operatori 
della pastorale familiare, una ventina di coipagne, 
dopo aver incontrato la resistenza di alcuni ciel- 
iini , sono riuscite ad entrare nel cortile dove 
c’era la porta di accesso, sono state gettati nel 
cortile, sui «uri e sulle vetrate, dei profilattici 
al cui interno vi era un liquido che ricordava 
quello seminale, dei cucchiai, delle uova e della 
vernice. 

Sui muri sono state fatte delle scritte che ribadi- 
vano il diritto all’aborto. 

La rabbia dei ciellini si è scatenata, soprattutto 
per i "danni materiali" ed hanno inscenato un inse- 
guimento vero e proprio in tutto il quartiere. 
Quattro compagne sono in seguito state fermate da 
una pattuglia di vigili urbani, ma non sono state 
trovate in possesso di nulla e quindi difficilmente 
scatterà una denuncia nei loro confronti. 

Riportiamo di seguito il volantino diffuso nella 
giornata di Domenica 8 Marzo in Piazza della Loggia 
dalle compagne del centro sociale: 

“NON SOLO 8 MARZO... 

Nonostante 1 ’8 Marzo, nata come giornata di lotta, 
sia stata via via mercificata e svuotata di ogni 
contenuto antagonista, rimane per noi uno dei pochi 
momenti in cui le donne si rendono visibili. Si 
rende necessario scoprire e smascherare quali sono 
le forme di oppressione e sfruttamento e il nuovo 
ruolo che le donne dovranno giocare nel quadro del 
Nuovo Ordine Mondiale e di cui stiamo già’ pagando 
le conseguenze. 

Campagne antiabortiste, la nuova normativa che re- 
gola il lavoro femminile spacciata come passo in 
avanti verso la ‘parità’", appiattimento dei di- 
ritti delle donne, programmi di pianificazione fa- 
miliare sono parte di una strategia globale mirante 
a garantire imperialismo e patriarcato. 



Strategia che assume diversi connotati a seconda si 
parli di Nord o Sud del sondo, sa che in ogni caso 
segna l'indice di repressione che il Nuovo Ordine 
Mondiale organizza contro le donne per confersarle 
nel loro ruolo di riproduttrici di capitale usano. 
Per quanto riguarda le cosidette aree sviluppate 
assistiaso ad un “ritorno alla «aternita’", ai 
"valori della famiglia" supportate ideologicamente 
sia dal condizionamento dei sass-»edia che da vere 
e proprie crociate antiabortiste dei vari 
"Movimenti per la vita". 

Esemplificativo e’ il caso delle lapidi dedicate ai 
bambini mai nati a L’Aquila; lapidi comunque non 
erette a tutte quelle donne sorte in seguito ad 
aborti clandestini causati o dall’inesistenza di 
dirittto all’aborto (Irlanda) o dalla mancata ap- 
plicazione della leggge che lo regolamenta. 

Il tutto ,ci sembra, miri a giustificare i sempre 
piu’ raffinati esperimenti di ingegneria genetica 
che ancora una volta la donna subisce sul proprio 
corpo, tendenti a selezionare bambini sani perfet- 
tamente funzionali al processo capitalistico. 

Le donne del sud del mondo sono soggette a brutali 
e forzate campagne di sterilizzazione, a sperimen- 
tazioni farmaceutiche e genetiche sotto l’egemonia 
delle multinazionali (Shell, Bayer, La Roche, She- 
ring...), il tutto manovrato dalla Banca Mondiale e 
dal Fondo Monetario Internazionale. 

Obbiettivo di questi programmi demografici non e’ 
quello di evitare l’affamamento, come cercano di 
far credere, ma e’ quello di fermare e prevenire le 
rivolta per fame. 

Il corpo della donna in questi casi strumento di 
sperimentazione, e’ sempre stato oggetto di merci- 
ficazione nella società’ sessista. 

Il dilagare del mercato pornografico legalizzato 
(cinema, riviste, sexy shop), il bombardamento te- 
levisivo del corpo femminilie come oggetto dimo- 
strano che la donna e’ fonte di profitto. 
AUTODETERMINAZIONE SIGNIFICA SPEZZARE QUESTI PRO- 
CESSI DI STRUMENTALIZZAZIONE E DI MERCIFICAZIONE 
DEL SESSO DI CUI E’ OGGETTO IL CORPO DELLA DONNA." 


Riportiamo anche la lettera apparsa sul “Giornala 
di Brescia" 1 '11/3/92 , da sottolineare tra le tante 
cose il fatto che i ciellini hanno inventato la 
presenza dei compagni affermando che senza di loro 
le compagne non sarebbero potute entrare, probabil- 
mente un colpo di orgoglio maschile. 

TEPPISMO AL CENTRO PER LA FAMIGLIA 


Signor direttore, in via Spalti San Marco 1? esiste 
il centro di consulenza per la coppia e la fami- 
glia. Domenica 8 Marzo, festa della donna, alle ore 
17 si stava tenendo nella sede del centro un corso 
per operatori di pastorale familiare. Terminata la 
lezione il gruppo di corsisti ha aperto il cancello 
che dal cortile del centro da su via spalti san 
Marco e appostato c’era un gruppo di ragazze che 
hanno spintonato la prima del gruppo e si sono pre- 
cipitate all’interno del cortile e li il gruppo dei 
corsisti ha cercato di reagire, ma non hanno potuto 
fare nulla perchè questo gruppo di ragazze era se- 
guito da un gruppetto di bulli, di teppisti, i 
quali non cercavano altro che di menar le mani. 

Il risultato è che sul muro esterno che da su via 
Spalti San Marco hanno scritto con vernice rossa a 
caratteri alti circa mezzo metro "aborto libero" 
poi hanno imbrattato la targa del centro diocesano, 
ì campanelli, sempre con la vernice rossa, hanno 
strappato la targa del movimento per la vita. Anche 
sulla parete interna al cortile, sempre con la ver- 
nice rossa e caratteri alti mezzo metro, hanno 
scritto ''l’aborto non si tocca". 

Hanno imbrattato ancora con un barattolone di ver- 
nice rossa la targa del centro lampade e vetri; 
hanno buttato uova, più o meno marce, contro le pa- 
reti e hanno disseminato per terra preservativi in 
abbondanza. 

Nel frattempo un corsista del gruppo è uscito in 
strada a cercare aiuto per4chè gli animi si erano 
surriscaldati e c’era il rischio di un tafferuglio. 
Per fortuna c’era una pattuglia di vigili urbani a 
50 metri circa di distanza, i quali sono subito ac- 
corsi. C’è stato un fuggi fuggi generale da parte 
di quelle teppiste e quei teppisti. Il vigili ur- 
bani hanno fermato tre o quattro di queste ragazze 
e hanno loro preso il nome. Tutto è finito li. 

La faccenda, ovviamente, ci riempie di sdegno e di 
sofferenza. Di sdegno per l’atto in sè villano, 
truculento, rozzo e di sofferenza per gli autori 
stessi di questi gesti che denotano una mancanza 
d’intelligenza, di buon gusto e soprattutto di sof- 
ferenza perchè qui si calpesta veramente il diritto 
altrui e la libertà di tutti. 


3 File : VOLARE.DOC 


ANCORA SPAZI DI LIBERTA’ 

Una delle ipotesi che dà sostegno, anche giuridico, 
al teorema del sistematico annientamento delle 



esperienze dei centri sociali occupati a Bologna, è 
quella che presume la loro inutilità sociale. Si 
tratta quindi di un giudizio assolutamente poli- 
tico, che va molto oltre quello della cosiddetta 
illegalità dell’atto fisico dell’occupazione. 
D’altronde è chiaro: il potere deve negare legitti- 
mità sociale, culturale e politica al fenomeno per 
giustificare il proprio intervento repressivo. 
Diventa allora importante evidenziare in quali 
snodi sociali ed economici va asituarsi uno spazio 
occupato ed autogestito, nell’insieme delle espe- 
rienze e delle iniziative, pratiche e discorsive, 
che esso produce. 

CENTRI SOCIALI E AREE DISMESSE 
Piazza San Giuseppe 8, Via Sebastiano Serlio 28, 
Via Fioravanti, Via Zanardi, Via Capo di Lucca, ed 
infine Via Corticella 141. Sono appunto "aree di- 
smesse", luoghi abbandonati dal capitale e lasciati 
marcire, che il movimento delle occupazioni ha ri- 
vitalizzato e reso agibili stravolgendone le fun- 
zioni di utilizzo originari, permettendo la circo- 
lazione al loro interno di migliaia di individui 
delle piu' disparate fasce sociali in veste di abi- 
tanti, fruitori e promotori di eventi culturali, 
Happening, autoproduzioni e altro ancora. 

Sui progetti fantomatici di ristrutturazione che 
gravano su questi luoghi si continua a fare molta 
confusione, ma pochi esempi, visibili a tutti, ba- 
steranno a chiarire definitivamente anche 
quest’aspetto del problema. 

L’area dell'Arena del Sole, al cui interno ha vis- 
suto per diversi anni l’occupazione dell’Isola Nel 
Kantiere, è soggetta da circa dieci anni ad una 
selvaggia operazione speculativa che ha visto fi- 
nora lo spreco di oltre 27 miliardi di danaro pub- 
blico finiti in un gigantesco buco nero senza avere 
mai prodotto alcunché. A sei mesi dalla vergognosa 
querelle estiva messa in piedi dall'amainistrazione 
locale, culminata con lo sgombero dell’Ink per 
l’ennesimo "improrogabile inizio dei lavori", tutto 
ancora tace. . . 

Pur essendo forse il caso più clamoroso, data la 
sua collocazione in pieno centro della "vetrina" 
bolognese di Via Indipendenza, non è certamente 
l’unico. 

L’area di Via Sebastiano Serlio 28, dove ebbe sede 
l'occupazione della Fabbrika, venne sgomberata e 
rasa al suolo dalle ruspe per dare il via ad un 
progetto di ristrutturazione compreso in quello più 
ampio del rinnovamento del Polo Fieristico. Tra- 
scorsi oltre 14 mesi da quella data, non si è an- 


cora nemmeno proceduto alla rimozione delle mace- 
rie. 

Uguale sorte è toccata agli altri luoghi: solerste- 
mente distrutti o "aurati” e poi nuovamente dimen- 
ticati. 

In ogni centro urbano, in ogni periferia metropoli- 
tana esistono centinania di luoghi simili: apparta- 
menti, magazzini, fabbriche, capannoni dismessi in 
attesa del compimento del loro ciclo speculativo; 
attesa che a volte può durare decenni. 

La "ricchezza" perversa di questi luoghi coincide 
in ogni città, con la segregazione di decine di mi- 
gliaia di individui aflitti da una cronica carenza 
di spazi sociali ed abitativi; in questo senso 
l’atto dell’occupazione è un atto materiale di li- 
berazione individuale e collettiva; segnale che in- 
vita ad una gioiosa evasione di massa dalle moderne 
città-carcere. 


CENTRI SOCIALI E INDUSTRIA CULTURALE 
L’intero impianto dell’industria culturale, davvero 
impressionante per fatturato e funzione sociale, 
affonda le proprie tentacolari radici nel vastis- 
simo territorio della “commercializzazione” del 
tempo libero. Si tratta di una questione complessa, 
dalle molteplici articolazioni per cui sarà possi- 
bile solo toccare un paio di punti ed illustrare 
brevemente le zone di intersezione dove centri so- 
ciali autogestiti e industria culturale convergono 
in maniera assolutamente conflittuale. 

Il più evidente contrasto si sviluppa sul terreno 
del "mercato": i centri sociali hanno prodotto e 
producono un considerevole numero di eventi cultu- 
rali, tutti gratuiti o a prezzi ridicoli se con- 
frontati con quelli del mercato ufficiale. Per es- 
sere più precisi, nei centri sociali si “impone" un 
prezzo minimo soltanto in occasione dei concerti, 
per recuperare i costi organizzativi; il resto - 
mostre, spettacoli e performances teatrali, proie- 
zioni video e cinematografiche... - è gratuito. 

Tutto ciò è permesso dallo scopo non lucrativo dei 
soggetti che promuovono tali iniziative e dalla 
sana attitudine di rendere questi luoghi vere e 
proprie "zone franche da dogane" di ogni genere. 
Inoltre la linea che separa chi produce e chi 
"consuma", chi gestisce e chi fruisce, nei centri 
sociali e’ UNA FRONTIERA MOBILE, tutti iruoli si 
decidono sul campo, possono essere spostati, ri- 
messi in discussione, possono circolare. 

E' il contrario della rigidità’ delle fabbriche 
dell’intrattenimento. Queste, anche quando sono ge- 
stite da una coop, rossa o giovanile poco importa, 
scremano un’elite che comanda per statuto (magari 



col paternalismo bonario e pacioccone tipico di 
questa citta’), e sopesso mpieganbo lavoro nero, 
sottopagato, senza garanzie, e servizi d’ordine 
poco simpatici verso chi cerca di mettere in di- 
scussione non importa cosa. 

CENTRI SOCIALI ED EROINA. 

L’espansione massiccia e diffusa del mercato 
dell’eroina e delle altre droghe pesanti ha preso 
inizio , in Italia, alla fine degli anni ’70, con 
la distruzione delle forme di socialità’ alterna- 
tiva, il rifugio nel "privato", la necessita’ da 
parte del potere di vincolare gli strati emarginali 
ad un rapporto coatto. 

L’eroina è, a questo fine, la merce ideale: sup- 
porta il mercato nero, subordinando una miriade di 
piccoli spacciatori alle regole stabilite dai 
grandi traffici illegali; prende il comando del 
tempo e dei bisogni dei consumatori. 

Tra i centri sociali e il mercato dell’ero è sempre 
stata guerra, sino alle forme estreme, come nel 
caso dell’uccisione di Fausto e Iaio del Centro Le- 
oncavallo (Milano, 1978) da parte di sicari legati 
al grande spaccio. 

Ancora oggi DOVE APRIAMO SPAZI AUTOGESTITI DIMINUI- 
SCE LO SPAZIO PER GLI SPACCIATORI; non solo nei 
centri stessi, ma nelle strade, nei quartieri, nei 
rapporti quotidiani diffusi nel territorio che la 
vita di un centro sociale riesce ad intaccare e 
trasformare. 

Con la legge Russo Iervolino-Vassalli le forze di 
governo sono intervenute pesantemente nella que- 
stione "droga" proponendo una soluzione tutta mu- 
scoli e apparentente senza cervello. In una linea 
di sostanziale continuità' con la cultura e la pra- 
tica dell’emergenza tale legge rimuove compieta- 
mente le cause della diffusione dell’eroina e si 
limita alla criminalizzazione dei tossicodipen- 
denti. La legge Iervolino-Vassalli si risolve sulla 
proposta di abrogazione dei principi che informa- 
vano la legge 685 del 1975: nata dalla spinta inno- 
vativa dei movimenti che esprimevano un bisogno di 
cambiamento e nuove prospettive sociali, in parti- 
colare il riconoscimento della non punibilità’ dì 
chi detiene “modiche quantità’" ad uso personale 
(art. 80), la legge 685 costituiva da un lato 
l'ammissione da parte dello stato che in Italia 
esistono i consumatori di droga; dall’altro lato 
1 'ammissione che i tossicodipendenti sono persone 
di cui deve farsi carico il servizio sanitario e 
non criminali da redimere. 


Invece la legge Iervolino-Vassalli elimina del 
tutto il principio della “modica quantità’" ad uso 
personale, elimina la distinzione tra droghe pe- 
santi e leggere, criminalizza l’esistenza del tos- 
sicodipendente, spostandolo dall’arcipelago del 
consumo a quello della "rieducazione", con 

l’opzione duale tra carcere e “comunità’". 

Questa legge ha incrementato il potere dei grandi 
gruppi illegali, normalmente intrecciati con banche 
“pulite" e pezzi del sistema dei partiti; ha accre- 
sciuto il potere di ricatto delle forze 

dell’ordine; ha dato denaro e potere a uomini come 
Muccioli; ha portato ad una crescita esponenziale 
della popolazione dei tossicodipendenti in carcere. 

ASSEMBLEA NAZIONALE 22 MARZO 1932 
APPUNTAMENTO ORE 10 VIA AVESELLA 5/B BOLOGNA 
CENTRO DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


4 File : VE920311.TXT 


MA ALLORA NEL SILENZIO PARLA SOLO BERLUSCONI? 

Il Manifesto assieme a pochi altri ha informato, 
(lettera del 6/12/1991) del costituirsi del Coordi- 
namento di lotta contro il carnevale di Berlusconi 
a Venezia. A questo e’ seguito l’articolo del 
29/12/1991, e poi un lungo silenzio rotto solo da 
un "Che brutto Carnevale" aH’estremo 3/3/1992, 
brutto e omissivo perche’ sostituisce al discorso 
politico il grigiore di una cronaca dove la lotta 
di Carnevalaltro non e’ stata neppure nominata, 
mentre si sono messe in risalto le non-parole del 
"filosofo Massimo Cacciari" o le quietistiche allu- 
cinazioni del "verde Gianfranco Bettin" o la di- 
sturbata colazione del "doge De Michelìs". 

Se il 29/12/1991 Ferrigolo constatava che pratica- 
mente "in citta’ non c’e’ protesta alcuna", perche’ 
non vedere poi che a Venezia la protesta c’e’ stata 
ed efficace, se persino il Gazzettino ha dovuto am- 
mettere che la "citta’ si e’ divisa" sulla scelta 
dell 'amministrazione comunale? Perche’ non vedere 
che anche lotta e opposizione c’e’ stata? 
Carnevalaltro e’ stata una contromanifestazione du- 
rata 13 giorni con 31 concerti e 7 spettacoli tea- 
trali proposti da altrettanti gruppi tra i piu’ in- 
teressanti nel panorama italiano. Tutti parteci- 
panti perche’ aderenti alla lotta e non pagati. 
Aperto il giorno 20/2/1992 con uno sciopero e cor- 
teo degli studenti medi di tutte le scuole di Vene- 
zia, si e’ svolto successivamente un corteo sotto 



il carcere per denunciare il problema della salute 
nelle galere e contro la legge Craxi-Jervolino 
sulle tossicodipendenze, uno di denuncia presso le 
ambasciate dei paesi razzisti o neoimperialisti, 
uno contro la “Venezia vuota" e per la riapertura 
degli spazi, un dibattito con due indiani Mohawk 
sull’oppressione dei popoli nativi delle Americhe. 
Dunque non solo festa. Ma anche festa, e bella. A 
detta di tutti la piu' partecipata. Non solo per il 
numero (50.000), ma soprattutto per il messaggio 
antirazzista e antimassaediologico che festosamente 
e rabbiosamente e’ rimbalzato tra il palco e il 
campo. Dove in sostanza si e’ ascoltata "un’altra 
musica" dalla solita di questi tempi. E anche si e’ 
fatto il possibile per rendere ospitale questa 
citta’: migliaia si sono sfamati ai nostri stand a 
poche lire. E tutto autogestito, che vuol dire fa- 
tica tanta ma anche motivazione e forte carica par- 
tecipativa che a tanti crediamo di avere un po’ co- 
municato. 

Allora compagni del Manifesto non mostrateci pro- 
prio voi l’immagine frustrante di una sinistra che 
sa solo denunciare e poi lamentare la propria debo- 
lezza e non riesce piu’ ad apprezzare, magari cri- 
ticamente cio’che si muove e che si oppone. 

Quella sinistra extraparlamentare del compagno Va- 
lentino Parlato non vive solo sulle colonne di un 
po’ pudibondi appelli! 

Coordinamento di lotta contro il carnevale di Ber- 
lusconi - Venezia 


5 File : VE920309.TXT 


C A R N E V A L T R 0 : UNA LOTTA ... UN SUCCESSO 
1 1 1 

Tre mesi fa si seppe che l' Amministrazione Comunale 
avrebbe dato in appalto alla Fininvest di Berlu- 
sconi la gestione di Carnevale '92 - e non solo, ma 
anche la gestione di tutti gli eventi, già’ feste 
popolari, che in citta’ attirano turisti : la 
Sensa, la Regata, il Redentore etc. 

La svendita della citta’ continua... non 
solo i palazzi, le case, le aree dismesse, in una 
citta' svuotata dei suoi abitanti attraverso 
sfratti ed espulsione in terraferma, ma addirittura 
1’ IMMAGINE da usare come scenografia per gli affari 
degli sponsor. 

Il CSA Morion, il CSO Rivolta di Marghera 
ed il Comitato per il Diritto alla Casa proposero 


di costruire un Coordinamento di Lotta per boicot- 
tare il carnevale di Berlusconi e costruire CARNE - 
VALTRO. 

Anche perche’ il tema scelto - le celebra- 
zioni del cinquecentenario della 'scoperta' 
dell’America - e' una odiosa mistificazione che na- 
sconde il genocidio di interi popoli ed etnie. 

Difronte alla nostra proposta molti sorri- 
sero, parlando di marginalità’; nessuno credette 
nella nostra possibilità’ di costruire qualcosa, 
senza mezzi, senza soldi; pochi parlarono, al mas- 
simo, di un encomiabile esempio di resistenza 
umana. 

L’opposizione politica istituzionale di 
questa citta’ ha solo mugugnato, non riuscendo nem- 
meno ad imporre la discussione sul Carnevale in 
Consiglio Comunale. 

Attorno alla nostra proposta abbiamo aggre- 
gato un’area molto vasta a livello locale e nazio- 
nale. 

Abbiamo lanciato una vera e propria sfida 
ai padroni della citta’, ad una multinazionale 
della comunicazione che detiene, insieme ad altri 
due o tre, il monopolio dell 'informazione e 
dell’editoria in Italia, il controllo del consenso 
e del lavaggio del cervello nel nostro paese. 

QUESTA SFIDA L’ABBIAMO VINTA !!! 

Il giorno prima dell’inizio di CARNEVALAL- 
TRO in cassa avevamo quattrocentomila lire, nemmeno 
sufficienti per pagare i manifesti. 

Alla fine, attraverso il bar e la cucina autoge- 
stiti, siamo andati abbondantemente in pareggio. 

E’ stato un formidabile esempio di coopera- 
zione sociale tra decine e decine di soggetti, tra 
decine di gruppi musicali e teatrali, venuti ad 
esibirsi gratuitamente, aderendo in questo modo ad 
una lotta; migliaia di persone non sono disposte ad 
omologarsi alla logica della mercificazione e degli 
sponsor. 

In tredici giorni - abbiamo valutato - 
50.000 presenze ai trentun concerti e nove spetta- 
coli teatrali tenutisi in C.po S. Giacomo 
dell’Orio. 

IL CARNEVALE DI BERLUSCONI E’ STATO UN POM- 
PATO, GRANDE, BLUFF. 

Tutto si e’ risolto in una grande fiumana 
di turisti pendolari, nei giorni due, in fila 
dalla Stazione o P.le Roma fino a P.zza S. Marco, 
con tanto di macchina fotografica, per poter dire 
un gionro : “C’ero anch’io". Per la felicita’ di 



fast-food, ambulanti e venditori di paccottiglia 
made in Taiwan. 

I concerti nei campi della Fininvest erano 
semideserti, mentre gli spettacoli in C.po S. Gia- 
como erano sempre partecipati da migliaia di per- 
sone; e questo non tanto e non solo perche’ la mu- 
sica era migliore, «a perche’ da Berlusconi si era 
spettatori ed 'utenti’, da noi protagonisti. 

Al PalaReebok, al Tronchetto, a sentire di- 
sco-music, c’erano ogni sera poche centinaia di 
persone, con tanto di cariche della Celere per im- 
pedire a coloro che non avevano le 20.000 lire del 
biglietto di entrare. 

E QUESTO LA STAMPA NON LO HA DETTO !!! 

Certo tutto doveva andare bene per Berlu- 
sconi. Carnevale ’ 92 non era che la prova generale 
per poi varare definitivamente la società’ 
"VeneziaEventi" e sancire la vendita della citta’ 
alla Fininvest. 

CARNEVALALTRO non e’ stato solo un momento di ag- 
gregazione e di socializzazione diversa; e' stato 
soprattutto un momento di lotta, di denuncia col- 
lettiva di una gestione della citta' all’insegna 
degli sfratti, dell’esodo; e’ stato la critica pra- 
tica a certi usi della citta’. 

Un carnevale di concerti, ma anche di cor- 
tei, aperture di palazzi, occupazioni di case; una 
presenza scomoda, difficile da digerire, per i Si- 
gnori della citta’. Quegli stessi Signori rinchiusi 
nei palazzi patrizi a farsi le feste vip, scappati 
via acqua, quando siamo andati a trovarli sotto pa- 
lazzo Pisani Moretta la notte di Giovedì’ Grasso. 

Del resto l’avevano detto che il Carnevale 
doveva ritornare ad essere il momento in cui si 
sbeffeggiano i 'potenti’. Se n’e’ accorto anche il 
ministro De Michelis, quando incontrato per caso 
dal corteo del 1' Marzo, e’ stato accolto da sputi 
e lancio di monetine. 

Innumerevoli le iniziative significative. 

Tra tutte la presenza dei due indiani 
d’america Mohawk all’assemblea in Sala S. Leonardo 
e sul palco, prima dei concerti di Lunedi' 02.03, a 
denunciare l’oppressione dei popoli nativi delle 
Americhe. 

La nostra presenza Sabato 29.02 sotto il 
carcere di S. Maria Maggiore a denunciare il pro- 
blema della salute nelle galere, 1 ’ in vivibilità ’ di 
una situazione carceraria, soprattutto dopo la fa- 
migerata legge Craxi-Jervolino che ha criminaliz- 
zato i tossicodipendenti, per mantenere il con- 


trollo criminale e mafioso del mercato nero della 
droga. 

E soprattutto il corteo per la "Venezia 
Vuota" di Domenica 1’ Marzo: centinaia di persone 
che hanno "toccato" sei palazzi e contenitori 
sfitti da anni, aprendone materialmente tre, di- 
fronte a turisti allibiti. Su palazzo Gradenigo, 
palazzo Priuli, l’ex Teatro Malibran, l’ex Cinema 
Giorgione, l’ex Caserma Manin, l'ex Cinema S. Marco 
- come per tutti gli altri immobili, tenuti vuoti 
per decenni - non abbiamo certo chiuso qui il di- 
scorso, rientrano dentro una vertenza permanente 
con il Comune ed i padroni della citta’, per la 
apertura di spazi sociali e culturali, contro la 
speculazione immobiliare. 

CARNEVALALTRO HA AVUTO SUCCESSO ! ! ! 

Per questo, finito tutto, e’ iniziata sulla 
Stampa una vera e propria campagna denigratoria e 
criminalizzante. 

Sembrava - da certi incredibili articoli - che 
C.po S. Giacomo fosse stato teatro di Woodstock o 
di qualche altro raduno "Sesso-Droga e Rock & 
Roll", con buona pace dei benpensanti di turno, de- 
gli esercenti delia zona - che già’ dal giorno 
21.02 avevano pensato bene di aumentare tutti i 
prezzi e che hanno fatto buoni affari, pero', si 
sa, per le tasse e’ meglio dichiarare ai giornali- 
sti altre cose - e del parroco socialista, preso 
proprio in questi giorni con le mani nel sacco per 
aver spedito ai parrocchiani un invito a votare per 
un candidato socialista - lo stesso partito di Ber- 
lusconi (NDR). 

CERTO SIAMO CONSCI CHE GLI ABITANTI DI S. 
GIACOMO POSSANO AVER AVUTO DEI DISAGI. 

Del resto non e’ stata una nostra scelta - 
avevamo chiesto altri spazi. L’ acustica del 
campo amplificava la musica. Inutilmente abbiamo 
chiesto per giorni al Comune che ci spostasse il 
palco in un’ altra zona del campo, per limitare le 
rifrazioni sonore. Qualche sera, per guai all’ 
impianto di amplificazione - fornitoci dal Comune - 
i concerti sono iniziati in ritardo e comunque si 
sono protratti al massimo fino a mezzanotte. 

E’ vero della sporcizia nelle calli limitrofe; 
ma i w.c. mobili installati dal Comune erano un 
bluff - come il Carnevale di Berlusconi due in- 
fatti erano sempre chiusi ed uno, non avendo luce 
ed acqua, dopo un’ ora era inservibile. 

Certo qualche "saccopelista" si sara’ fermato 
nelle adiacenze a dormire, ma in questa citta’ dove 



sono tollerati solo i turisti pendolari, che la 
sera se ne vanno, o i turisti danarosi che allog- 
giano negli alberghi di lusso, dove potevano andare 
? Negli ostelli che non ci sono ? 

In tredici giorni la situazione non e’ mai 
degenerata, non certo per merito delle forze dell’ 
ordine, la cui pesante ed arrogante presenza in 
campo era volta solo all’ intimidazione. 

Nonostante la presenza di migliaia di persone, 
non c e stato un solo incidente, una rissa che si 
possa ritenere tale. 

Certo non possiamo nascondere che gli abitanti 
di C.po S. Giacomo abbiano, loro e anche nostro 
malgrado, dovuto subire una contraddizione - quella 
della mancanza di spazi e strutture in citta’ -. 

MA LI RASSICURIAMO, CARNEVALALTRO IL PROS- 
SIMO ANNO NON LO TERREMO IN QUELLA ZONA, LO FAREMO 
CHISSÀ’ ... IN MARITTIMA, ALL’ ARSENALE, FORSE AL 
MULINO STUCKY ... NO ALL’ ISOLA DI SAN SERVOLO NO, 
QUELLA LA LASCIAMO A DE MICHELIS E AL SUO ENTOU- 
RAGE, COSI’ POI POTREMO GIOCARE AI PIRATI. 

Venezia, 9 Marzo 1992 

COORDINAMENTO DI LOTTA CONTRO IL 
CARNEVALE COLOMBIANO DI BERLUSCONI 
VENEZIA 


6 File : VE920303.TXT 


LA RABBIA DEI PADRONI DELLA CITTA’E LA NOSTRA VO- 
GLIA DI LIBERTA’ 

CARNEVALALTRO ha avuto successo! 

Dieci giorni di festa e di lotta, un’aggregazione 
di migliaia di persone, la denuncia collettiva di 
una gestione della citta’ all’insegna degli 
sfratti, dell’esodo, dello strapotere delle multi- 
nazionali, della svendita a Berlusconi. Abbiamo im- 
posto con la lotta e con la festa un altro uso 
della citta , abbiamo riempito campo S. Giacomo con 
quei soggetti sociali che Bergamo & Company vor- 
rebbero eliminare per i piu' ben tranquilli e red- 
ditizi turisti DOC. 

Un carnevale di concerti, cortei, apertura di pa- 
lazzi, occupazione di case, una presenza scomoda, 
difficile da digerire per i Signori della Citta’. 

Dal Gazzettino e dalla Nuova Venezia apprendiamo di 
denunce, accordi non rispettati, indignzioni, ecc. 
Bergamo, ma come fai a sparare tante cazzate? 


Parli di accordi? 

La memoria ti gioca brutti scherzi: non ti ridardi 
1 accordo di Campo S:Hargherita, il successivo di- 
niego, le denunce? 

Parli di tolleranza e di rispetto della citta’? Ci 
vuol proprio coraggio! Una Venezia svuotata, gli 
sfratti a catena, la svendita e l’espropriazione 
della citta’ non sono certo imputabili a noi! Parli 
di intolleranza verso De Michelis? 

Chiedi che cosa ne pensano i 300.000 morti di Bag- 
dad e quelli che stanno morendo ancora per una 
guerra sostenuta con ardore da Gianni l’Onto e poi 
ne riparliamo. 

Le bombe uccidono, gli sputi no...! 

Parli di soldi della Fininvest? 

Tutte le richieste le abbiamo fatte al Comune, se 
poi la tua giunta delega alla Fininvest i propri 
grattacapi lascia la poltrona a Berlusca, cosi’ 
non ci saranno più dubbi. 

Cari Sindaco, politici, sbirri e padroni, vi assi- 
curiamo che non saranno le denunce , non sara’ il 
vostro livore a fermarci, ne’ carota ne' bastone 
possono bloccare la nostra voglia di liberta': 
il futuro e’ nostro e per voi non c’e’ domani 1 


Carnevalaltro e la banda Morion contro Berluscon de 
Berlusconi 


7 File : OBIETT3.DOC 


Riportiamo, di seguito, una riflessione di Michele 
Pircher, compagno del collettivo anarchico “La Pe- 
cora Nera di Verona, sulla sua vicenda e scelta di 
obiezione totale: 


IL SERVIZIO CIVILE NON E’ UNA SCELTA 


Dopo aver abbandonato il servizio civile è andata 
sempre crescendo in me la convinzione di aver fatto 
una scelta giusta, di valore e coerente con la mia 
idea. Non sono incurante delle conseguenze e sa- 
rebbe, penso, stupidamente eroico dirlo. Non na- 
scondo che alla prospettiva del carcere rinuncerei 
volentieri se potessi, ma io non posso: le leggi 
democratiche me lo impediscono. 

Come del resto negano ogni possibilità di azione a 
qualsiasi individuo pensante e cosciente disposto a 
rinunciare ai valori impostigli per lottare a fa- 



vere dei propri, e che verrà punito dal patere se 
tenterà di far questo, ovviamente, col suffragio 
delle masse mute ed intontite dalla infame propa- 
ganda di regime. 

Ad esempio io, come migliaia di giovani ogni anno, 
giunto al diciottesimo anno di età, »i vedo co- 
stretto da una legge che non ho chiesto e che anzi 
rifiuto, in nome di una costituzione che non ho 
chiesto e che anzi rifiuto, a regalare 12 mesi di 
vita allo stato, chiuso in una caserma, o svolgendo 
una attività nota con il democratico nome di servi- 
zio civile. 

Ha vi siete mai chiesti quanto gliene può fregare 
ai nostri governanti di un vecchio, di un handicap- 
pato, di una foresta, ecc...? Non si tratta piutto- 
sto di una ennesima e fortissima forma di coerci- 
zione contro quelli che riescono a cogliere tutta 
la violenza, attiva e passiva, che rappresenta il 
servizio militare? Il servizio civile, secondo me, 
è solo una valvola di sfogo, in ogni caso molto ben 
controllata, come dimostra la recente vicenda della 
legge 772/72, per incanalare tutte le potenziali 
forme di antagonismo che altrimenti sarebbero pro- 
babilmente sorte, dato che l’esercito, la guerra, 
le armi hanno ormai troppi avversatori, anche se 
soprattutto, da parti di ispirazione cattolica. 

Pochi nemici ha invece il servizio civile, proprio 
perché riesce ad offrire quelle garanzie di li- 
bertà, di democrazia, di pacifismo che accontentano 
l’italiano medio. 

Non si riesce a capire che l’obiezione di coscienza 
"legale", è un’ obiezione che riguarda solo un 
aspetto del problema: quello più manifestamente 
violento, cioè l’esercito. Questa obiezione però 
non soddisfa la reale idea di antimilitarismo, che 
è ben più profonda e radicale, e se vogliamo è 
quella compresa nell'idea di antiautoritarismo. In- 
fatti l’autorità non è solo quella militare, «a 
pervade tutta la nostra società: nella famiglia, 
nella scuola, nel lavoro, ecc.. 

Perciò penso che una persona che si dichiari obiet- 
tore di coscienza al militarismo, non possa igno- 
rare tutte le altre forme di autorità a cui siamo 
sottoposti quotidianamente, tra cui anche il servi- 
zio civile, che rappresenta un’imposizione violenta 
e tesa a sottomettere l’individuo. 


8 File : SFONDARE .ZIP 


Il comunicato stampa immesso in rete qualche giorno 
fa (file BESTIALH) era destinato ai giornali ed era 
quindi estremamente scarno. Vorremmo cercare di ca- 
pire e far capire meglio cosa sta succedendo in 
citta’ sul fronte della contestazione dell’offerta 
culturale e dell’industria del tempo libero. 
L’antefatto: il 25 novembre c'e’ stato un grosso 
sfondamento spontaneo al concerto dei Nirvana al 
Kryptonight Klub, uno dei tanti locali gestiti dai 
mercanti alternativi, che godono dei benefici 
deH’Amminsitrazione comunale, e in particolare del 
Piano Giovani e dell’aSSessore Silvia Bartolini 
(PDS). Il concerto costava 25.000 lire ed il mas- 
siccio Servizio d ’ Ordine era gentilmente prestato 
dal Velvet Slego di Rimini. Ma nulla può’ il sorve- 
gliante, per quanto corpulento, contro una folla in 
tumulto. 

(vedi file NIRVANA, immesso in rete in quei 
giorni) . 

La situazione e’ precipitata dopo la chiusura 
dell’ultimo centro sociale occupato di via Sali- 
ceto-via Corticella. Si e’ coagulato un collettivo 
informale (il TRANSMANIADON, dall’omonimo libro di 
John Shirley) che ha diffuso in numerosissime copie 
il volantino che riproduciamo. Di TRANSMANIACON fa 
parte chi, volta per volta, pro- 
muove, aderisce, solidarizza, rivendica o si rende in 
qualsiasi modo complice attivo o "passivo" di una o 
piu’ contest/azioni delle sonnolente nottate petro- 
niane. 

"LA LEBBRA DEL SABATO SERA 

Ma che bella citta’, che combatte contro 
1 'inquinamento solo quando la polvere straripa da 
sotto il tappeto,, che copre con mosse spettacolari 
tipo “la case anche ai gay" una politica degli al- 
loggi a dir poco criminale, che e’ "di sinistra" ma 
"moderna", “europea" ed "a misura d’uomo", che si 
vanta di avere servizi sociali invidiati in tutta 
Italia, che "offre" cultura e spettacoli, etc. etc. 
etc. 


Verona, febbraio 1992. La foga autocelebrativa di questa citta’ e di chi 

la governa ci annoia e ci nausea. 

Michele Affitti tra i piu’ cari d’Europa, lager comunali 
Pircher per "accogliere" gli immigrati, la speculazione 

Edilcoop che sventra le periferie per far posto a 
polo tecnologico e megaimpianti fieristici (vedi 



ciò’ che sta succedendo nei quartieri Navile e Bo- 
lognina). Riguardo ai "servizi" poi, la prima imma- 
gine che ci viene alla «ente e’ la ghigna da gang- 
ster dei controllori ATC che fende la folla sugli 
autobus un tempo gratuiti ed ora seipre piu’ co- 
stosi. 

E la cultura? 

L’industria dello spettacolo a Bologna e’ come la 
Fiat a Torino: tutto sembra ruotarle attorno. La 
mafia che ha sostituito i guanti bianchi alla ban- 
diera "rossa" punta a programmare ogni momento del 
nostro quotidiano, dal lavoro (nero) alla dige- 
stione (mangiamo in mense lottizzate e facciamo la 
spesa nella mostruosa Ipercoop) al cosiddetto 
“divertimento". Soprattutto mettere le grinfie su 
quest’ultimo (coi Piani Giovani, con "Fogna Bolo- 
gna" e simili, coi locali targati Gpencoop) e’ ser- 
vito a riprodurre e diffondere l'immagine di Bolo- 
gna “paese dei balocchi". Questo baraccone istitu- 
zionale, coi suoi buffoni ed il suo servizio 
d’ordine, ha le proprie fondamenta sul cimitero 
della socialità’ e sulla repressione delle espe- 
rienze autogestite. 

Da qualche anno a Bologna qualcuno ha tentato di 
sottrarsi a questa agonia, occupando 1 centri so- 
ciali, spazi ESENTI DA SPECULAZIONI dove non era- 
vamo “utenti" ma persone, non "spettatori" ma pro- 
tagonisti. Quegli spazi non ci sono piu' (l’ultimo 
sgombero e’ avvenuto due settimane fa in via Corti- 
cella 143, dove la pur breve occupazione del centro 
sociale aveva coinvolto centinaia di persone pronte 
a riempire il posto con le proprie idee e pro- 
getti); ruspe e manganelli hanno spinto di nuovo la 
gente in posti come Bestiai Market e Kryptonight: 
il primo e' una nota fabbrica dell’idiozia by Open- 
coop, il secondo e’ specializzato nel "replicare" a 
prezzi quintuplicati concerti già’ passati nei cen- 
tri sociali. 

Per questo ci ripromettiamo di sfondare ai concerti 
ed alle iniziative di questi avvoltoi ogni qual- 
volta sia praticabile: perche’ vogliamo FARLA PA- 
GARE A CHI CI VUOLE FAR PAGARE. Sfondiamo, per ri- 
prenderci quello che ci hanno tolto con la forza 
(spazio, tempo, musica, vita). Sfondiamo, perche’ 
tutto ciò’ e’ piu’ nostro che loro. 

Sfondiamo e, soprattutto, SFONDIAMOLI. 

Collettivo TRANSMANIACON, febbraio 92 

Data l’infiammabilita’ dell’ambiente, "La lebbra 
del sabato sera" ha avuto ben 3 ristampe nel giro 


di una settimana, piu’ tutte le altre copie ripro- 
dotte liberamente da chiunque lo desiderasse. Un 
esempio paradossale: perfino un negozio di dischi 
underground ha allestito un’intera vetrina intorno 
ad una copia ingrandita del volantino ( frase del 
negoziante: "Ragazzi, e’ bellissimo! Era ora che 
qualcuno dicesse queste cose"). 

Il Bestiai Market (struttura universitaria che fa 
parte di un complesso edilizio comprendente uno 
studentato e una mensa), che da tempo l’Azienda Co- 
munale per il Diritto allo Studio (ACOSTUD) ha con- 
cesso gratuitamente all’Opencoop, e’ un posto odia- 
tissimo da studenti e non per la politica dei 
prezzi e per l’atteggiamento del Servizio d’Ordine 
(del tipo: in 5 a pestare un ubriaco perso). Sta di 
fatto che, la sera del 6 marzo, davanti 
all’ingresso del BM c’era parecchia gente incazzata 
che cresceva di numero e rumorosità’. Era previsto 
un concerto dei Barbieri (gruppo Pop-Beat) a 18.000 
lire ed 1 gestori hanno rifiutato qualsiasi tratta- 
tiva sul prezzo, nel loro modo tradizionalmente 
tronfio e sprezzante, con irritanti “apprezzamenti" 
sull’operato dei centri sociali e dichiarazioni di 
antipatia per ì "pezzenti" che vogliono pagare poco 
ai concerti. Dopo il primo assalto degli sfonda- 
tori, armati di petardi, fialette puzzolenti e al- 
tri indefinibili oggetti, il servizio d’ordine - 
coadiuvato da un pugno di mods e fascisti - ha ini- 
ziato a menare le mani. Immediata la reazione del 
pubblico ormai non piu’ tale ma vero protagonista 
dell’evento: Il piu’ stronzo pretoriano 
dell'Opencoop e’ stato raggiunto in pieno viso da 
un ammasso di carne putrefatta - rimasugli di ma- 
celleria - ed e’ stato trascinato via tramortito. 
Dopo il secondo assalto sono partite le pietre sui 
vetri e la porta d’ingresso e’ stata divelta. Pare 
( si vocifera, non e’ sicuro, forse, non garan- 
tiamo) che la sassaiola abbia polverizzato l’intero 
bar del BM. In poche parole, l’evento e’ pienamente 
riuscito. I cellulari e 1 jeepponi, giunti quando ì 
transmaniaci già’ defluivano, hanno circondato 
l’intero isolato ed hanno caricato appassionata- 
mente insieme a opencooprofili, mods e fascisti, 
che indicavano a dito i piu’ attivi nella contesta- 
zione. Uno studente e' stato fermato e pestato a 
caldo e a freddo e la carica e’ proseguita per 
mezzo chilometro, fino a Viale Silvani, dove gli 
sbirri spingevano la gente sotto le auto in tran- 
sito. A parte questa defaillance militare sul fi- 
nire della serata, l’azione ha raggiunto il suo 
scopo: mandare a culo il concerto e disilludere 
l’Opencoop sul suo strapotere a Bologna. TRANSMA- 
NIACON garantisce: “Difficilmente ’sti stronzi tor- 
neranno ad avere sonni tranquilli". 



P.S. “La lebbra del sabato sera" ha un 'impostazione 
grafica che qui ci e’ impossibile rendere, ma che 
garantiamo essere esilarante. 


9 File : ANTILEGA.ELE 


(... della serie "tappandosi il naso"). 

Un breve accenno su quella che ritengo una li- 
nea "anti-elettorale proletaria". 

Partendo dalla premessa, data per acquisita e 
non spiegata, che la rivoluzione informatica possa 
permettere uno sviluppo potenziale della democrazia 
diretta tale da rendere del tutto superato il me- 
todo della democrazia parlamentare, ritengo cor- 
retto affermare che il nemico di fondo da superare 
sono le illusioni parlamentariste diffuse da questa 
struttura economico-istituzionale. 

ìali illusioni si combattono costruendo pratiche 
di contropotere proletario diretto, da intendersi 
come riappropiazione dal basso della realtà circo- 
stante nelle sue molteplici articolazioni. Questo è 
un percorso costante del movimento ed il suo risul- 
tato ultimo deve essere quello di rendere pratica- 
mente e, quindi, coscienzialmente inutile la media- 
zione parlamentare nella gestione sociale. 

In questo contesto la proposta che intendo 
sottoporre a chiunque sia interessato tra i compa- 
gni, è di avere non solo una strategia astensioni- 
sta, ma anche una tattica di aperta denuncia di 
quelli che sono i più pericolosi nemici del prole- 
tariato. 

Certo non si può fare un'analisi generica e 
dire che ovunque si deve denunciare lo stesso ne- 
mico, poiché vi sono differenze oggettive da luogo 
a luogo e, di volta in volta, il volto cadaverico 
della burocrazia si può mostrare sotto le spoglie 
democristiane o pidiessine o socialiste, ecc. Pur- 
tuttavia ritengo indispensabile svolgere una attiva 
campagna di denuncia di quel nuovo nemico che sub- 
dolamente e pericolosamente si sta insinuando in 
diversi settori delle più svariate classi: il LE- 
GHISMO. Questo perchè credo che il progetto leghi- 
sta sia il più funzionale alle nuove esigenze di 
controllo e di ristrutturazione che il capitale ha 
l’esigenza di mettere in atto. 

Con lo scritto che segue tenterò di dimostrare 
questo assunto. 

Per descrivere i progetti leghisti mi servirò 
del testo intitolato “leghismo" diffuso dagli 


stessi leghisti alle loro manifestazioni pubbliche. 
Tale libretto è stato stilato da un certo Riccardo 
Fregassi de Roseto con la collaborazione di diversi 
altri autori. 

Prima questione: il federalismo leghista è in 
contraddizione con il fenomeno in atto di unione 
europea? 

La risposta è no. Si potrebbe anzi dire che il 
progetto leghista si sposa con una tendenza in atto 
all’interno della nuova europa, che è quello del 
controllo che io definirò "a macchia di leopardo". 
Nel presente documento non si intende sostenere che 
il capitalismo prevede e guida coscientemente i 
processi che produce, ma semplicemente che il mo- 
derno capitale dell’era informatica ha esigenze 
differenti rispetto al passato e, conseguentemente, 
tende a produrre certi fenomeni. La discussione sul 
grado di autoconsapevolezza di cui è dotato il ca- 
pitalismo di oggi e del futuro prossimo, è un argo- 
mento di grande interesse, ma che esula dal nostro 
argomento. 

Parlavamo dunque del controllo "a macchia di 
leopardo”. Tale tendenza è quella che riscontriamo 
nel modo più evidente nell’ex Unione Sovietica. 
L’impatto del capitalismo occidentale con questo 
sistema, ha riproposto ed esaltato le tendenze re- 
gionalistiche che il controllo burocratico aveva 
solo soffocato parzialmente con la violenza tipica 
che caratterizzava quel sistema. Quindi vi erano 
sicuramente delle motivazioni storico-politiche a 
monte dei processi disgregativi ai quali abbiamo 
assistito, ma non possiamo ignorare il ruolo cen- 
trale che 1 processi economici hanno giocato in 
questa particolare soluzione di quelle stesse con- 
traddizioni. La penetrazione di capitali occiden- 
tali favorita dagli ultimi anni di gestione gorba- 
cioviana del sistema sovietico, aveva sicuramente 
determinato il sorgere di zone privilegiate, poiché 
è inevitabile che gli investimenti erano polariz- 
zati là dove i settori produttivi erano più idonei 
alla creazione di profitto. Ciò, a sua volta, aveva 
necessariamente ripercussioni sulle burocrazie lo- 
cali investite dai privilegi comportati da tali in- 
vestimenti e da un tessuto sociale che anch’esso 
cominciava ad essere influenzato dalla nuova situa- 
zione. Questo ha favorito 1’affermarsi di processi 
disgregativi che sono però, per converso, funzio- 
nali alle nuove forme di controllo capitalista. In- 
fatti le repubbliche che più possono beneficiare in 
tempi brevi della penetrazione capitalista, saranno 
i pilastri che sosterranno più efficacemente 
l'eventuale sottomissione delle repubbliche più de- 
boli e quelle che scendereanno in prima fila per 
approntare quegli apparati repressivi atti ad evi- 



tare sconvolgimenti che possano essere dannosi al 
"nuovo ordine". 

Quanto detto fino ad ora, vale anche per la 
Jugoslavia, nella quale la stessa analisi svolta 
dai compagni del movimento, ha evidenziato come la 
penetrazione del capitale tedesco nella zona cro- 
ata, sia uno degli elementi detonanti della crisi 
Jugoslava stessa. 

Ha come si situa l’Italia e quindi il progetto 
leghista in questo contesto? 

E’ presto detto. 

La polarizzazione della ricchezza che caratte- 
rizza il nord italiano, non è altro che una tipica 
espressione del metodo di produzione e riproduzione 
capitalista che tende ad espandersi e ad affermarsi 
là dove le condizioni di partenza sono più favore- 
voli. Così dal dopoguerra ad oggi le differenze di 
sviluppo tra nord e sud non sì sono mai mitigate. 

Ora: se per tutta una fase storica il sud di 
italia è stato una fondamentale riserva di ric- 
chezza, ricchezza intesa nel senso di manodopera 
prontamente utilizzabile e trasportabile tramite ì 
flussi migratori, nella situazione attuale ciò non 
è più vero. Infatti il capitalista moderno che vede 
i processi svolgersi in chiave europea quando non 
mondiale, non può più considerare il meridione ita- 
liano come una zona più interessante di qualunque 
altra area depressa dell’europa della nuova fron- 
tiera. 

Dal punto di vista del medio industriale, per 
esempio, é molto più conveniente considerarsi parte 
di un nuovo Lander tedesco (leggi "Repubblica del 
Nord") che non restare parte della vecchia ed obso- 
leta "Italia unitaria". Infatti ciò significa es- 
sere dalla parte delle zone dominanti in Europa, 
far parte cioè delle cosiddette “macchie forti" 
(“macchie nere") del dominio a macchia di leopardo 
europeo. Fungere da base strutturale per 
l’affermazione del dominio del gigante tedesco 
nella zona meridionale dell’europa. Questo è il 
sogno del capitalismo-yuppie. 

(Oltretutto il progetto di smembramento se a 
nord potrebbe essere funzionale alle esigenze tede- 
sche, non è detto che a sud non potrebbe essere 
funzionale a quelle americane. Infatti l’impero 
americano nel suo crollo di egemonìa, potrebbe ve- 
dere di buon occhio la spartizione delle zone di 
influenza sull’italìa, approfondendo ancora di più 
l'intreccio militar-mafioso che ha da sempre colti- 
vato al sud tramite la NATO e la CIA). 

Vediamo se nel libretto più sopra citato pos- 
siamo trovare qualche passo che confermi la voca- 
zione filo-tedesca della lega. 


PAG. 51-52 : << . . .Queste considerazioni, che certo ri- 
chiederebbero ben altro approfondimento, portano a 
concludere che la base di partenza per 
l’introduzione del federalismo nel nostro sistema 
istituzionale deve ravvisarsi soprattutto nel mo- 
dello tedesco. I tedeschi occidentali sono testi- 
moni di come le istituzioni, i principi democra- 
tici, l’ordinamento sociale del loro Stato sono 
presi a modello da tutti, siano gli ungheresi, ì 
sovietici o i cecoslovacchi e tutti gli europei oc- 
cidentali in generale, scoprono con soddisfatta 
sorpresa che la costituzione della loro Germania 
federale è una delle migliori del «ondo. ...» 

Introduciamo un’altro argomento con un’altra 
citazione, nella quale oltre all 'ammirazione per la 
germania, si inizia a capire da che parte stanno i 
leghisti (questione che, per chi è dalla parte del 
proletariato, è di capitale importanza). 

PAG . 54 : << . . . E ’ indubbio che il modello federale te- 
desco presenta in materia economica e finanziaria 
meccanismi più agevoli e meglio finalizzati alla 
difesa dell’impresa e del mercato, come del resto 
sta dimostrando il confronto complessivo con ì Lan- 
der dell’ex DDR. . . .» 

E’ ovvio che la sottolineatura è nostra e 
serve ad introdurre l’argomento sul progetto di at- 
tacco profondo che la lega intende sferrare nei 
confronti del proletariato. 

Per intanto incominciamo con il prendere nota 
che le leghe vogliono difendere "l 'impresa 1 ' ed il 
“mercato". Generalmente chi vuole difendere il mer- 
cato, vuole in realtà difendere chi gestisce il 
mercato stesso, non certo chi lo subisce. 

E infatti: 

PAG . 34 : <<- Introduzione chiamata nominale per qual- 
siasi livello di assunzione, eventuale eliminazione 
degli uffici di collocamento.)) 

Questa è la prima chicca che si può trovare 
nella sezione che riguarda le proposte operative 
della lega. Non sarà male ricordare che 
l’assunzione tramite ufficio di collocamento è una 
delle più classiche conquiste del movimento ope- 
raio. Infatti le liste di collocamento servono ap- 
punto per favorire 1 'avviamento al lavoro delle 
persone più bisognose, con maggiore carico di fi- 
gli, ecc. ed evitano discriminazioni basate sul 
sesso, l’età o il credo politico dei nuovi assunti 
da parte dei padroni. Quindi l’eliminazione degli 
uffici di collocamento è un modo per dare maggior 
potere ai padroni facendone perdere agli operai. 

Ha continuiamo: 

PAG-34 : <<- Urgente riforma della legge sui licen- 
ziamenti individuali.)) 



Sospettosi coie siamo, non abbiamo nessun dub- 
bio sul tipo di riforma che 1 leghisti vogliono 
fare: senza dubbio aumentare il potere di licenzia- 
mento per i padroni, in aodo da poter considerare 
gli operai come i bulloni, che quando non sono più 
buoni si buttano (aa anche quando danno fastidio). 
Per fortuna i leghisti non nascondono le loro in- 
tenzioni; infatti leggiamo 

PAG . 34 : <<- Eliminazione delle norme che limitano la 
mobilità del lavoro. Adeguamento alle norme in vi- 
gore nei paesi della CEE più competitivi. >> 

Come sempre per i lavoratori si propone un 
egualitarismo al ribasso, cioè diventiamo uguali 
alle zone dove ci sono meno garanzie (della serie 
“licenziamento libero e gratuito"!). 

E non è finita: 

PAG . 34 : <<- Abolizione sussidi sconsiderati alla di- 
soccupazione cronica. Drastica limitazione tempo- 
rale alla cassa integrazione. Abolizione totale dei 
prepensionamenti. Introduzione del part-time con 
trattativa libera tra le parti sull’orario del la- 
voro. >> 

Insamma la ricetta leghista consiste nel dare 
un drastico taglio ai diritti dei lavoratori per 
dare più potere ai padroni! 

PAG . 34 : <<- Battaglia sindacale per ridurre gli 
oneri sociali a vantaggio del dipendente e come ri- 
flesso contenimento degli aumenti salariali che in 
ultima analisi incidono in modo determinante sul 
costo del lavoro.» 

Non trovate interessante questa preoccupazione 
tesa ad evitare che ì salari aumentino troppo? 

Come ultima dolce sorpresa, troviamo 
un’incentivo leghista a fare più straordinari, si- 
curamente un ottimo metodo per ridurre la disoccu- 
pazione: 

PAG . 34 : <<- Detassazione delle ore di lavoro straor- 
dinario sulla base delle proposte della Confedera- 
zione dei Sindacati Autonomisti.)) e questo perchè 
si deve combattere la PAG . 32 : <<- Indisponibilità 
dei lavoratori ad effettuare ore di lavoro straor- 
dinario (se non pagate in nero) dovuto 
all’eccessivo peso fiscale sulle stesse.)) 

Quindi: lavorare molto, senza prendere troppo 
è la filosofia che ispira la lega! Questo discorso 
non può dispiacere più di tanto ai padroni, non vi 
pare? 

Ha non pensiamo che i leghisti non abbiano mo- 
tivazioni men che serie per richiedere sacrifici ai 
lavoratori! A tal proposito veniamo illuminati da 
quanto si legge a 

PAG . 24 : << . . . Le possibilità della tecnica, che fin 
qui non hanno conosciuto limiti («a davvero? della 
serie "leghisti positivisti" n.d.r.), sono tali da 


rendere credibile l'ipotesi di processi produttivi 
con impatto zero sul consumo e sull’inquinamento 
delle risorse non rinnovabili. E' evidente come i 
prodotti così ottenuti presenterebbero costi eleva- 
tissimi (ci permettiamo di affermare che è, anzi, 
evidentissimo, perchè ciascuno potrà notare che il 
ragionamento è dimostrativo e convincente, n.d.r.), 
con conseguente drastica riduzione delle quantità 
disponibili, ma non vi è altra strada (errore: si 
può anche evitare di votare lega! n.d.r.) se si 
vuole salvare il bene primario della preservazione 
della vita sul nostro pianeta. L’accettare questa 
soluzione comporterà l’adesione di tutti - produt- 
tori e consumatori - a una mentalità opposta a 
quella del consumismo. E solamente in una società 
responsabile e consapevole, ancorata ai valori dai 
quali è originata, fiera del proprio autogoverno, è 
possibile ottenere la subordinazione delle attività 
produttive alle necessità ecologiche e 
l’accettazione dei fatti e non solo a parole, se- 
condo le mode più o meno verdi, dell’austerità nei 
consumi.)) 

Peccato che il nostro istinto proletario ci 
faccia sempre arricciare un pò il naso quando sen- 
tiamo qualcuno che ci parla di austerità nei con- 
sumi, perchè ci capita sempre di sospettare che 
questa austerità sarà vissuta diversamente a se- 
conda se si è padroni o operai! 

- Ha non lamentiamoci sempre di questi leghisti! 
Non vedi che sono anche ecologici? - dice Pantalone 
(è ancora Carnevale); - Sì, ma tu dici così perchè 
non hai ancora letto a pag.33 e 36 - risponde Ar- 
lecchino. 

Seguendo lo stimolo di questo suggerimento, 
andiamo a dare un’occhiata e troviamo due brevi ma 
illuminanti frasettine: PAG . 33 : «- La rinuncia al 
nucleare può essere stata un grave errore.)) 

PAG . 36 : <<- Ripensamento verso il nucleare.)) (tra 
le “proposte”) 

E’ evidente che Chernobyl non ha insegnato 
nulla a questa gente! 

Ha non è solo questo il problema: se do»andate 
qualche informazione a qualsiasi serio ecologista, 
vi dirà immediatamente che l'alternativa più ecolo- 
gica per il futuro del pianeta non è certo nel nu- 
cleare! 

- “Che diamine: questi leghisti dicono tutto ed 
il contrario di tutto!" - dice uno - “Per me leg- 
gere queste cose è come farsi una canna senza fu- 
mare: un vero sballo!" - dice un’altro - "Fiiuuu, 
esagerato!" - risponde un coro di voci. 

Al diavolo i commenti, - commenta il commenta- 
tore. 



Ma non crediate che queste siano le uniche 
contraddizioni! Osservate un pò la seguente per 
credere: 

PAG . 48 : << . . . In tal nodo l’autonomismo ... supera 
ogni obiezione ... di razzismo, ecc., che più o 
meno in sala fede gli viene oggi rivolta ...». 

E qui uno dice : <Che bravi sti leghisti, si of- 
fendono se gli dai dei razzisti! Vorrà dire che non 

10 sono.) 

Errore: ahi ahi ahi, signore, lei ha sbagliato 

11 rischio (correndo un serio rischio di errore di 
valutazione, n.d.r.). 

Vediamo perchè: 

PAG . 59 : << . . . Al contrario il federalismo integrale 
è lo strumento adatto per realizzare la morale so- 
ciale che ci impone di seguire i nostri fini te- 
nendo conto di quelli degli altri, (e fin qui ine- 
satto ma passabile ndr) Ci impone ad esempio di 
ascoltare le necessità del negro, del giallo, 
dell’indios, senza però annullarsi nei gorghi invi- 
vibili del "crogiuolo di razze". La società mul- 
tietnica e multirazziale è quindi una società che 
per sua natura è contro l’uomo perchè mortifica in 
esso ogni intento di generosità sociale. )> 

Ora: qui c’è poco da scherzare, perchè 
l’affermazione sottolineata più sopra non è blanda- 
mente reazionaria ma è, al contrario, 
un’argomentazione pienamente NAZISTA! 

Qui non stiamo giocando coi termini: una af- 
fermazione di questo tipo non la si fà a cuor leg- 
gero. Perchè ogniuno possa giudicare da solo la 
provenienza nazista di questa affermazione, ricor- 
diamo che i nazisti sostenevano che "lo spirito del 
popolo tedesco è mortificato e affievolito dal 
frammischiamento delle razze". A noi pare che la 
somiglianza di questi concetti abbia qualcosa di 
terrificante. A voi il giudizio. 

Sia chiaro: con questo non si vuole sostenere 
il concetto banale secondo cui “i leghisti sono na- 
zisti". Molto più semplicemente si vuole sottoline- 
are che i leghisti non disdegnano certo di striz- 
zare l’occhio all’estremismo di destra e che non ci 
si deve stupire di eventuali sbocchi ultrareazio- 
nari dalla lega. 

Un’altro paio di esempi: 

PAG. 60: «...si può accettare e favorire 
l’integrazioni dell’imaigrazioni già avvenute e già 
assimilate alla nostra civiltà. Ciò non può valere 
per l’immigrazione di colore di cui non è prevedi- 
bile l'integrazione forse neppure a distanza di se- 
coli. Parliamoci chiaro, con essa non funzionano i 
classici meccanismi di controllo sociale che sono 
il matrimonio e i figli in comune per cui si deter- 
minerebbe l’impossibilità di realizzare il legame 


etnico senza generare gravi tensioni razziali in 
seno alla società. Poiché è impossibile il processo 
di integrazione, l’immigrazione dal terzo mondo im- 
pedisce di ricostruire la rete dei rapporti sociali 
interrotta e di riformare la Nazione.» 

Cosa ne pensate di questo "sano nazionalismo 
leghista"? Molto lontano dall’aria del "ventennio"? 

Eppure paiono preoccuparsi di evitare "svolte 
autoritarie": 

PAG . 21 : << . . . E’ già accaduto che il capitalismo ab- 
bia convissuto (e prosperato) con regimi autoritari 
e ciò si ripeterà certamente ove su scala nazionale 

0 continentale si verifichino le condizioni, in 
presenza di una società snaturata dalle immigra- 
zioni, spogliata dei tratti originari, aggregata 
unicamente attorno all’idolatria del consumo e del 
denaro, perchè le inevitabili tensioni vengano re- 
presse con l’avvento di governi totalitari forte- 
mente accentrati.» 

Caso classico di lupo mascherato col volto di 
agnello? 

Parrebbe di sì, a ben guardare il loro pro- 
gramma per le forze armate. E’, guarda caso, 
l'unico argomento che menta 11 pagine di descri- 
zione, cioè più del doppio di qualsiasi altro. Però 
cominciano bene: 

PAG . 64 : << . . . Cosicché sì può affermare che il paci- 
fismo, quando, grazie alla teoria federalistica, 
supera i limiti dell’internazionalismo, attua il 
passaggio dalla teoria alla scienza.» 

Eeehhh! Grandioso. 

Vediamo in che modo costoro vogliono mantenere 
la pace. 

PAG. 65 : << . . .Per la futura confederazione italiana 
... diventerà più utile e ... meno dispendioso, 
avere un Esercito di professionisti...»; 

PAG. 66:«. . .Abbiamo potuto verificare noi stessi , 
per gli avvenimenti bellici nelle regioni del Golfo 
Persico, l’efficacia della "guerra elettronica" e 
l’importanza che assume in questo caso la difesa 
contraerea. Diventa quindi necessario ed opportuno 
modernizzare e potenziare PAG. 67 - questo tipo di 
difesa, magari attraverso operazioni di leasing per 
il noleggio e accesso all’impiego dei materiali più 
attuali delle Forze NATO.» 

Fin qui sembrerebbe che alleggerissero il ca- 
rico militare dello stato: e invece no! 

PAG.70:«... Il tipo di reclutamento che secondo 
noi risolverà nella futura Confederazione italiana, 

1 problemi politici posti dalla coscrizione obbli- 
gatoria così come abbiamo descritto, è quello col- 
legato alla concezione difensiva della Nazione Ar- 
mata. Si tratta di un tipo particolare di recluta- 
mento regionale a coscrizione obbligatoria maschile 



(gran novità ndr) così determinato: reclutamento 
all’età di 20 anni con un primo periodo addestra- 
tivo di 6 mesi, segue una serie di richiami della 
durata di 30 giorni ogni 4 anni, fino al raggiungi- 
mento di un limite compreso fra i 40 e i 50 anni.» 

Calcolando il tutto abbiamo un anno di naja 
per tutti i maschietti, proprio cose ora, (sì sa 
suddivisi nel tempo, ah bè...) in più un esercito 
di professionisti. Quindi è normale che uno stato 
più civile e democratico si fondi su di un aumento 
del numero delle forze repressive. Ovvio anche il 
risparmio che tutto ciò comporta, (sì, sa diamo le 
mense e gli spacci in gestione ai privati! - Ah bè 
allora le risolta: i privati la regalano la roba, 
mica la fanno pagare!). Però vogliono un esercito 
che non indottrini i suoi membri con idee naziona- 
liste. In compenso vogliono militari del nord, ops 
scusate, del Nord pieni di vocazione militare 
(strano, a noi risultava che la vocazione 
l’avessero soltanto i preti!). 

Inutile continuare in questa disamina. 

Ha prima di concludere completamente con gli 
scritti dei leghisti, vogliamo proporre un gioco, 
anche per dimostrare che a volte occuparsi di poli- 
tica può essere divertente. Infatti a pag . 1 8 del 
testo citato, troviamo un interessante capitolo dal 
titolo «LA "TEORIA DEL COLONIALISMO INTERNO”». 
Prima di proporre il "GIOCO DEL COLONIALISMO IN- 
TERNO" intendo presentare l’ultimo stralcio del te- 
sto in esame perchè "vale la pena". 

PAG . 18 : << . . . Sono ormai noti a tutti ì tentativi dì 
italianizzare forzatamente i diversi popoli che 

abitano la Penisola Italiana: il rischio più 

grande è stato corso dalle minoranze durante il 
Ventennio fascista. Fortunatamente l’intento di 
Mussolini, formalmente impegnato a creare un'Italia 
nella quale non ci fossero più Toscani, Veneti o 
Siciliani, ma solo italiani, (e qui tutti ricorde- 
ranno le masse popolari che scendevano in piazza a 
manifestare chi la sua toscanità, chi la sua vene- 
ticità e chi la sua sicilianità: forse è in questo 
modo che i leghisti danno finalmente una nuova let- 
tura della storia ed avremo modo di scoprire che 
queste furono le vere radici della resistenza, al- 
troché antifascismo! della serie "o leghisti o 
ignoranti...” n.d.r.) non riuscì e forse una moti- 
vazione di questo suo insuccesso è da ricercarsi 
nell’assenza a quei tempi della (udite! udite! ndr) 
televisione. (Questa è alta cultura nero su bianco 
non è uno scherzo: comprare il librettino per cre- 
dere. n.d.r.) La televisione è infatti lo strumento 
con il quale la struttura dominante può cambiare e 
controllare le diverse culture di tutti gli altri 
popoli. E’ sufficiente guardare la televisione ita- 


liana, sia pubblica che privata, per rendersi conto 
di come in essa la cultura meridionale sia conti- 
nuamente presente, mentre le culture settentrionali 
siano relegate a spazi di poco conto.» 

Ora una qualsiasi persona "normale" che guarda 
la televisione, alla domanda "quale è la cultura 
dominante che passa in essa" rispon- 
derà:«Probabil#ente quella americana, basti pen- 
sare a tutti ì film, alla pubblicità delle multina- 
zionali, persino le soubrette sono americane, pensa 
ad Hether Parisi...» ed è qui che lo sventurato 
intervistato cadrebbe nella critica fulminante del 
leghìsta:«Vedi l’errore? Quella, per esempio, 
porta un nome americano cioè Hether, ma il cognome? 
Parisi caro mio, (sguardo trionfante) è figlia di 
emigranti meridionali! Dietro tutto ci sono loro: i 
meridionali! (sguardo circospetto e voce bassa, 
tono confidenziale). ... (Ha dopo poco con fare so- 
spettoso ed altero riprende) Ma scusi: lei da dove 
viene?». 

Diavolo dì un leghista, se non fosse per lui 
non intuiremmo mai certe verità nascoste. 

Ma veniamo finalmente al "GIOCO DEL COLONIALI- 
SMO INTERNO". 

E’ semplicissimo: questo paragrafo del liber- 
colo, sostiene che i meridionali sono una sorta di 
"razza dominante" all’interno dello stato italiano. 
Ora la logica vorrebbe che il gruppo dominante pre- 
tendesse per sè dei privilegi all’interno della sua 
realtà, mentre è notorio che tutte le zone in cui 
vi sono persone che vivono in stato di indigenza e 
povertà sono situate al sud di Italia e che il mag- 
gior consumo di beni e servizi viene effettuato al 
nord. Dunque il gioco consiste nel riuscire a dimo- 
strare che, i meridionali sono ì veri padroni della 
situazione italiana anche se vivono peggio e che i 
settentrionali sono un'etnia sottomessa anche se 
vivono meglio. 

Per iniziare vi suggeriamo due varianti: 

1") variante psicanalitica: 1 meridionali sono nei 
fatti l’etnia dominante ma non ne sono consapevoli 
(della serie sono troppo stupidi); 

2") variante politologica: i meridionali sanno di 
essere l’etnia dominante «a lo nascondono per poter 
continuare a mantenere i loro privilegi (nascosti, 
dove? mah!) (della serie sono troppo furbi). 

Garantiamo che, con un pò di fantasia, si può 
continuare a lambiccarsi il cervello attorno a 
queste ipotesi per diversi mesi. 

Una soluzione più semplice è quella di chi 
dice che a sostenere una teoria del genere ci vuole 
solo un’imbecille, ma noi, rispettosi come siamo 
dei leghisti, mai ci permetteremmo di fare simili 
ipotesi. 



Ma torniamo alle cose serie. 

Rimane ancora un’obiezione alla quale rispon- 
dere per dire se la lega (o meglio: le leghe) ha 
possibilità di affermarsi. E’ quella secondo la 
quale il grande capitalismo italiano, non molle- 
rebbe il suo alleato storico, cioè la Democrazia 
Cristiana, che ha il personale politico più quali- 
ficato per governare questo sgangherato paese. 

L’obiezione è seria e storicamente fondata: 
infatti la borghesia nazionale non ha «ai abbando- 
nato la DC proprio per le capacità politiche che è 
sempre stata in grado di esprimere in questi anni. 

Ma, viene da chiedersi, il capitalismo moderno 
ha ancora le esigenze che lo hanno apparentato per 
tanti anni alla DC? 

In altri termini: ha ancora bisogno di un ap- 
parato complesso ed articolato come la DC per go- 
vernare il paese o gli è più utile uno stuolo di 
nuovi personaggi più grossolanamente preparati e 
quindi più facilmente gestibili? E che sarebbero 
ben disposti a svendere ai privati qualunque pezzo 
di questa enorme e fatiscente struttura statale 
come sostengono quando affermano che l’intervento 
dello stato nell’economia deve diminuire? E che in 
fondo in fondo hanno l’unico progetto veramente al- 
ternativo al modello di controllo sociale attuale, 
modello che, oltretutto gli farebbe risparmiare una 
bella sene di miliardi in spese sociali? 

Inoltre costoro di fronte all’esigenza di ab- 
bassare il tenore di vita degli operai, con le con- 
seguenze che ciò può comportare in termini di scon- 
tro sociale, hanno delle chiarissime intenzioni di 
potenziare l’apparato repressivo e di frazionare 
ulteriormente il fronte proletario, ed anche questo 
è un punto a loro favore, dal punto di vista dei 
padroni. 

Poche sono le certezze relative a queste ele- 
zioni, a parte il fortissimo incremento delle le- 
ghe. 

A questo incremento ci dobbiamo opporre con la 
stessa tenacia che mettiamo nella lotta contro la 
Democrazia Cristiana o il Movimento Sociale Itaiano 
(MSI), poiché siamo sempre più seriamente gli unici 
che possono proporre al proletariato una alterna- 
tiva seria e credibile. 

A questo proposito voglio ricordare che io so- 
stengo che la rivoluzione informatica di cui è og- 
getto la nostra società ed i cui effetti divente- 
ranno sempre più evidenti in un futuro ormai pros- 
simo, offre potenzialità di democrazia diretta mai 
conosciute nella storia (tali da permettere il su- 
peramento del parlamentarismo). 

Quindi il migliore dei «ondi possibili non è 
ancora stato costruito nè ad ovest nè ad est e non 


abbiamo davvero nulla da rimpiangere di ciò che è 
crollato e di ciò che crollerà! 

Per chi volesse ulteriori informazioni sugli 
ultimi argomenti a cui si è accennato invitiamo 
ogniuno a rivolgersi presso il 

Centro di Documentazione Antagonista 
Via Gallucci, 18 
41100 MODENA 

Orario di apertura: Giovedì dalle 21,15 alle 23.30 
Venerdì dalle 18,10 alle 20.00 


10 File : F 120312 .ZIP 
FIRENZE, 10/3/92 

CONTINUANO I DISAGI SULLA LINEA FIRENZE BOLOGNA 
La sera di domenica 8.3 un incidente alla stazione 
FS di Grizzana (Bo) ha paralizzato il traffico fer- 
roviario, tagliando in due il paese. A tre giorni 
di distanza i disagi continuano, la linea e’ ancora 
a binario unico. 

Mentre la direzione delle ferrovie insegue incredi- 
bili business sull'alta velocita’ ed una politica 
di "risanamento" tutta giocata sulla riduzione del 
personale, le linee ferroviarie stanno decadendo in 
maniera impressionante, la manutenzione affidata a 
ditte private sta mettendo in pericolo i livelli di 
sicurezza del trasporto ferroviario. Ed e’ proprio 
sui temi della sicurezza che va incentrandosi la 
lotta autoorganizzata dei lavoratori FS. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA FIRENZE, 

12/3/92 

I FALSI E GLI INCOMPETENTI 

La cronaca della Nazione riportava con grande cla- 
more e gioia la notizia della prossima ( ri ) apertura 
della biglietteria di Firenze Campo Marte su via 
Campo d'Arrigo, quella costruita coi finanziamenti 
del Mundial. 

Sotto palese velina della Direzione Fs si dice che 
la biglietteria ausiliaria e’ stata chiusa a gen- 
naio passato e oggi, finalmente, riaperta. I falsi 
sono gli estensori della velina: quella bigliette- 
ria non ha mai visto un ferroviere in servizio, non 
e’ «ai stata utilizzata da nessuno. 

Gli incompetenti sono i redattori della Nazione che 
non si sono preoccupati di verificare minimamente 



la notizia ne’ di andare a riguarda i vani comuni- 
cati stampa con cui i lavoratori FS di Firenze C.M. 
DENUNCIAVANO L’ENNESIMO SPRECO DI DENARO PUBBLICO. 

Ma si sa: si lega il ciuco dove il padrone vuole, 
in ferrovia e nei giornali. 

FERROVIERI FIRENZE C. MARTE 


11 File : FI20309B.TXT 


FIRENZE, 9/3/92 

PER UNA MANIFESTAZIONE SABATO 21 MARZO ORE 15.00 
LARGO SPONTINI (CASELLINA) CONTRO IL CARCERE 

Negli ultimi mesi sono arrivati molti segnali di 
allarme lanciati dall'interno delle carceri: 

IL PROLIFERARE DELL'A.I.D.S, in modo esponenziale 
grazie a un sistema che ha l'umanità' di fare mo- 
rire dietro le sbarre 1 malati terminali e, grazie 
a leggi come la Vassalli-iervolino rinchiude, per 
favorire i proventi del narcotraffico, ì tossicodi- 
pendenti, che divengono cosi' la percentuale piu 
sostanziosa del popolo delle prigioni, dove conti- 
nuano a bucarsi con un ago in duemila; grazie a 
guardie ruffiane di ogni genere, l'eroina infatti 
non manca mai: sono le condizioni migliori per in- 
fettarsi di A.I.D.S. 

LA VENDETTA DELL'APPARATO DI STATO CONTRO I PRIGIO- 
NIERI POLITICI, di un ormai lontano ciclo di lotte. 
Gli stragisti di Ustica, P. Fontana, Bologna si go- 
dono in liberta' i servigi offerti allo stato di 
GLADIO. 

Gli infami, pardon!: i pentiti, autori di omocidi 
plurimi come i Barbone sono fuori in virtù delle 
leggi appositamente votate dal parlamento. Per chi 
non si e' pentito ne' ha accettato la logica pre- 
miale e differenziatnce della legge sulla disso- 
ciazione, per chi rivendica le proprie scelte com- 
piute in ben altro contesto storico pare non es- 
serci che la morte in galera. 

E' il caso di Gallinari e Ricciardi in gravissime 
condizioni di salute e a cui, a differenza di Gelli 
e dei capi-cupola, non viene concessa 
l'ospedalizzazione. 

GLI EXTRACOMUNITARI che, discriminati dalla legge 
Martelli e vittime della campagna xenofoba di Leghe 
- PRI - PSI che arma la mano dei Nazi-skins, diven- 
tano carne da macello per le italiche organizza- 
zioni del crimine. 

LE CONDIZIONI DI VITA DENTRO I PENITENZIARI, come 
dimostrano le proteste partite dal Due Palazzi di 


Padova e ì ripetuti pestaggi a Sollicciano e al 
carcere di Prato contro detenuti che chiedevano co- 
perte e migliori condizioni igienico-sanitarie. 

NON POSSIAMO LASCIARLI FARE. 

ROMPIAMO IL SILENZIO ATTORNO AL CARCERE PER COMIN- 
CIARE A 

DISTRUGGERE IL CARCERE COME UNIVERSO SEPARATO DALLA 
SOCIETÀ' 


IL CENTRO DI COMUNICAZIONE ANTAGNISTA - FI- 
RENZE 


12 File : FI20309A.TXI 


FIRENZE, 9/3/92 

BRILLANTE INIZIATIVA DELLA GIUNTA COMUNALE 

Con una nuova delibera la Giunta Comunale di Fi- 
renze non rilascia piu' autorizzazioni di suolo 
pubblico a chi ne' fa' richiesta per uso commer- 
ciale. La decisione colpisce direttamente gli immi- 
grati, i "suonatori di strada", i "madonnari" e le 
categorie varie dell'universo delle autoproduzioni. 
Le strade di Firenze già' abbastanza vuote di per 
se'da colori e fantasia ora resteranno deserte. 
Soddisfatti sicuramente ricchi commercianti, botte- 
gai di ogni specie e natura e similia. Ai vigili 
urbani, ai poliziotti di strada l'arduo compito di 
garantire ordine e sicurezza da suonatori, "V u cum- 
pra'" e madonnari 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


13 File : FI20306A.TXT 


FIRENZE, 6/3/92 

IN PREPARAZIONE DELLA GIORNATA DI LOTTA DI SABATO 
21 MARZO 

Nel corso di due assemblee tenutesi ieri a Magi- 
stero (su Silvia Baraldini) e a Scienze Politiche 
(su Carcere e società') e' stata illustrata una 
iniziativa contro il carcere di Solliccianoi da 
parte del Centro di Comunicazione Antagonista. 
L'iniziativa illustrata e' una manifestazione colo- 
rata, con tanto di musica e amplificazione dinanzi 



al Carcere di Sollicciano fissata per la giornata 
di sabato 21 marzo con concentarmento alle ore 15 
in Largo Spontini. Al centro del “serpentone colo- 
rato" che finisce il suo corteo itinerante davanti 
al carcere tre temi di fondo: 

-l'abolizione dell' ergastolo 

-la liberta' per chi versa in gravi condizioni di 

salute e per i malati terminali di AIDS 

-IL miglioramento delle condizioni di vita 

all'interno delle 

carceri. 

Su questi obbiettivi minimi il Centro di Comunica- 
zione Antagonista chiama tutti ad una mobilitazione 
conseguente, hanno dato l'adesione personale 

all'iniziativa Orietta Lunghi consigliere regionale 
di Rifondazione comunista, Paola Cecchi responsa- 
bile della trivista Antigone, Cludio del Lungo, 
cons. reg. verde, Pio Baldelli docente di teoria e 
tecnica delle comunicazioni di massa. 

invitiamo tutti a partecipare: 

SABATO 21 MARZO ORE 15 CON RITROVO IN LARGO SPON- 

TINI "PRIMAVERA 

DI LIBERTA' CONTRO IL CARCERE" 

IL CENTRO DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


14 File : BOUNDICI.BAK 


Il corteo indetto dal Centro di Comunicazione Anta- 
gonista, nell’anniversario dell’uccisione di FRAN- 
CESCO LORUSSO, e’ partito poco dopo le 17 da Piazza 
Verdi e ha sostato in Via Mascarella, deponendo 
fiori nel luogo in cui una lapide ricorda 
l'omicidio di Francesco. 

Il corteo, composto da alcune centinaia di compa- 
gni, ha percorso Via Irnerio, qui -nei pressi 
dell'incrocio con Via Indipendenza- agenti della 
Digos hanno chiesto ai compagni di togliere dalla 
testa del corteo lo striscione con la scritta 
“COSSIGA BOIA". 

Mentre ancora si trattava con la Digos, la Polizia 
ha caricato a freddo e senza alcun preavviso, spa- 
rando candelotti ad altezza d’uomo, e pestando in- 
discriminatamente, anche alcuni passanti. 

Anche i giornalisti e fotografi sono stati malme- 
nati, in particolare un fotografo qualificato come 
giornalista e’ stato preso a manganellate e gli e’ 
stat fracassata la macchina fotografica, nella stu- 


pida illusione di cancellare le prove dell’arbitrio 
e della brutalità’ delle cariche. I compagni pos- 
siedono comunque un’ampia documentazione foto e vi- 
deo di questa operazione di polizia. 

Diversi feriti non hanno fatto ricorso al pronto 
soccorso per evitare rappresaglie. 

Un compagno e’ stato fermato, percosso e rilasciato 
con denuncia per violenza, resistenza e oltraggio a 
pubblico ufficiale. 

Il corteo si e’ in parte ricomposto raggiungendo 
l'università' . 

A lettere abbiamo tenuto un’assemblea, stilato un 
comunicato stampa e, soprattutto, abbiamo svolto un 
dibattito politico sul clima di questa citta’ e 
della campagna elettorale. 

Già’ in prima serata sono giunte le prime condanne 
del comportamento della polizia, da parte di Rifon- 
dazione Comunista, e diverse emittenti locali hanno 
dato una versione corretta dei fatti: Questo accade 
raramente: nell’assemblea abbiamo valutato questo 
atteggiamento come un sintomo delle contraddizioni 
che la nostra iniziativa, con la sua determina- 
zione, ha saputo aprire: l’isolamento degli auto- 
nomi, tanto invocato, ha perso oggi parecchia cre- 
dibilità’. 

Domani 12/3 terremo una conferenza stampa e prose- 
guiremo il dibattito e l’opera di controinforma- 
zione. 


15 File : FRANC2.DOC 


L’omicida non ha sai subito un processo, grazie 
alla legge Reale, secondo la sezione istruttoria 
della Corte d ’ Appello di Bologna "... l’azione pe- 
nale non può' essere promossa nei confronti del ca- 
rabiniere Massimo Tramontani per avere lo stesso 
fatto uso legittimo delle armi..." 

E davvero quell’anno vide avvenimenti importanti 
e tragici: il movimento aveva prodotto fratture in- 
sanabili in ogni ambito sociale; il ribaltamento 
degli schemi di vita da parte di centinaia di mi- 
gliaia di persone; il rifiuto del lavoro come va- 
lore, affiancato ad una produzione diffusa di rivi- 
ste, musica, quotidiani, arte... ciò’ che allora 
andava sotto il nome di "riprendersi la vita". 

La risposta dell’intero apparato statale fu vio- 
lentissima: le squadre speciali di Cossiga come 
braccio armato; ì cani da guardia del PCI a fornire 
l'avallo e la collaborazione necessaria alla re- 
pressione. A Bologna si chiamavano Zangheri 
(sindaco), Catalanotti (magistrato). Imbeni 



(segretario PCI), Vitali (leader FGCI) - sostennero 
il brutale omicidio di Francesco con la ragione dei 
carri armati nelle strade e la democrazia della de- 
lazione capillare; nel resto d’Italia erano Calo- 
gero, Lama, Cossutta, D’Alema e tanti altri a pre- 
parare 1' "unita’ nazionale” a suon di leggi spe- 
ciali: 

Infatti a Roma il 12 saggio veniva uccisa Gior- 
giana Masi durante un sit-in; il 30 settembre, dai 
fascisti, Walter Rossi. 

Una spietata strategia di annientamento che sa- 
rebbe proseguita negli anni successivi con migliaia 
di incarcerazioni, stragi impunite, licenziamenti 
di massa, diffusione capillare dell’eroina. 

Il 9 Marzo 1985, a Trieste, i killer dei Servizi 
segreti freddavano "PEDRO" MARIA WALTER GRECO 
nell’androne di un palazzo, e orchestravano la 
grottesca versione di un "conflitto a fuoco". Solo 
l’enorme lavoro di controinchiesta messo insieme da 
molti compagni smaschero’ gli assassini, che rima- 
sero pressoché' impuniti. 

Gli stessi assassini di allora gestiscono oggi 
il passaggio alla seconda Repubblica, in conti- 
nuità’ con quel disegno. Lo scenario e’ sotto gli 
occhi di tutti: la campagna elettorale gestita come 
opzione tra un modello di Stato populista-autorita- 
rio e uno liberal-tecnocratico; la gestione corpo- 
rativa delle imprese con l’apporto del sindacato; 
la ripresa del razzismo nelle istituzioni (leggi 
sulla droga, segregazione degli immigrati...) e 
nella società’ (dal razzismo strisciante ai nazi- 
skin, fino alla Falange Armata). 

Riprendere la parola, tornare in strada, per 
Francesco e per Pedro, significa impadonirsi della 
storia come un’arma nei conflitti del presente. 

11 MARZO ’77 11 MARZO ’92: ANCORA GRIDA DI LI- 
BERTÀ’. 

10 marzo, ore 17, ASSEMBLEA a Lettere. 

11 marzo MANIFESTAZIONE CITTADINA, Piazza Verdi, 
ore 16,30. 

CENTRO DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA - BOLOGNA 


Sabato 7 marzo una donna e i suoi 3 figli hanno oc- 
cupato un appartamento di proprietà comunale tenuto 
sfitto da tempo, mentre questa famiglia conviveva 
con topi e scarafaggi in una casa malsana, da cui 
verrà comunque sfrattata entro brevissimo tempo. 
Lunedì 9 marzo, mentre una delegazione del Comitato 
Inquilini si presentava all’Ufficio casa rifiutan- 
dosi di lasciare i locali prima di aver parlato con 
l’Assessore alla casa, la forza pubblica interve- 
niva per sgomberare la casa occupata dalla donna. 
L’Assessore alla casa, Daria Minucci, dopo aver ri- 
cevuto la delegazione, ha firmato un documento in 
cui si impegnava a trovare una soluzione abitativa 
alla signora e chiedeva un sopralluogo all ’ ULSS 21 
per verificare le condizioni igieniche 

dell’alloggio. 

L’ennesima beffa a carico di questa donna è stata 
fatta quando la mattina successiva, l’Ufficio 
Igiene ha mandato anziché un medico un GEOMETRA, 
che non ha fatto altro che confermare le precarie 
condizioni architettoniche, tralasciando il peri- 
colo di leptospirosi causata dai topi, e quando gli 
si faceva presente la cosa, l’unica risposta che 
egli ha saputo dare è stata quella di fare delle 
foto ai topi. 

SIAMO AL LIMITE DELL’ASSURDO!!!! 

A questo gravissimo caso ramministrazione pubblica 
continua a non rispondere; anche adesso, di fronte 
alla sacrosanta iniziativa di lotta di questa 
donna, stufa di attendere soluzioni che non arri- 
vano, COMUNE, UFFICIO CASA E POLITICANTI VARI gio- 
cano allo scaricabarile passandosi di mano in mano 
la questione e arrivando di fatto all’unica solu- 
zione che conoscono: LO SGOMBERO DI POLIZIA. 

Cari signori, non ci sono scorciatoie: LA CASA E’ 
UN DIRITTO PER TUTTI, ai proletari sgomberati va 
garantito un alloggio decente. 

IL PROBLEMA CASA NON SI RISOLVE CON GLI SGOMBERI!!! 
Le occupazioni sono n fenomeno sociale determinato 
dal fatto che la casa viene considerata una merce e 
non un servizio sociale, dagli sfratti, dagli af- 
fitti ad "iniquo canone". 

LA CASA E’ UN DIRITTO PER TUTTI !!!! 

NO AGLI SGOMBERI DI POLIZIA!!!! 

Comitato inquilini di Padova e provincia 
Coordinamento case occupate 
Centro Sociale Occupato PEDRO 


16 File : PD920311.TXT 


17 File : C0MD0NNE.TST 

LA CASA E’ UN DIRITTO!!!! 

NO AGLI SGOMBERI!!!! 

A TUTTE LE COMPAGNE 



Nonostante i continui slittamenti della due giorni 
di discussione nazionale delle compagne, durante 
l'iniziativa di Venezia (1/3) è emersa la necessità 
di incontrarsi per discutere quelle tematiche che 
ogni situazione aveva proposto di discutere: 
-Confronto tra le diverse realtà sulle scelte, sui 
percorsi, le esperienze di lotta e gli obiettivi. 
-Identificare tematiche di lotta comune su cui an- 
dare a costruire delle campagne nazionali. 

-Discutere sulla possibilità d’intervento sulla ge- 
netica in vista della conferenza internazionale 
sulle biotecnologie che si svolgerà a Genova a «età 
aprile. 

-Capire se esiste la volontà di costruire realmente 
questa due giorni di discussione tra donne. 

Su questi ed altri punti che le compagne propor- 
ranno, discuteremo SABATO 14\3 ORE 15,00 A MILANO 
IN VIA DEI TRANSITI 28. 

Nonostante gli altri appuntamenti nazionali chie- 
diamo alle compagne di ogni situazione di essere 
presenti. 

LE COMPAGNE CHE SI SONO INCONTRATE DOMENICA 1/3 A 

VENEZIA 


18 File : PEDRO.DOC 


9 MARZO 85 PEDRO VIENE ASSASSINATO 

STRAGI MISERIA LUTTO PAGHERETE CARO PAGHERETE 

TUTTO 

Il 9 marzo del 1985 veniva assassinato da uomini 
della Digos e del SISDE di Trieste il compagno Pe- 
dro, latitante dall ’ 82 per un mandato di cattura 
emesso dal boia Calogero in riferimento ai molte- 
plici procedimenti aperti dal sostituto procuratore 
della Repubblica di Padova .contro un intera gene- 
razione di compagni e co*pagne che a Padova e nel 
Veneto avevano dato vita al Movimento antagonista 
e comunista. 

Si cercò in tutti i «odi di avvalorare la tesi che 
Pedro era armato e che nell’androne della casa, da 
cui Pedro stava uscendo e dove si erano appostati 
gli sbirri ,ci sarebbe stato un conflitto 
a fuoco. 

LA REALTA’ FU ALLORA CHE UNA BANDA DI ASSASSINI, 
STIPENDIATI DALLO STATO UCCISE A SANGUE FREDDO, 
COSI’ COME MOLTISSIMI PROLETARI SONO STATI ASSASSI- 
NATI GRAZIE ALLA LICENZA DI UCCIDERE DATA DAL GO- 


VERNO A POLIZIA E CARABINIERI CON LA FAMIGERATA 
LEGGE REALE. 

Lo stato delle stragi, della guerra di sterminio 
contro il popolo iracheno, lo Stato della legge 
Craxi Jervolino, di Gladio e di Cossiga si accinge 
a modificare in forma ancora più reazionaria la sua 
funzione di macchina di sfruttamento e di morte. Lo 
scenario che si presenta non è dei più promettenti: 
una cultura xenofoba e razzista che nasce dalle 
esigenze di riorganizzazione internazionale del 
mercato capitalistico del lavoro, con afflusso di 
nuove «asse di proletari dai paesi del terzo mondo 
verso il centro dell’impero, si va facendo largo, 
allentando il fenomeno del leghismo e dei nazi- 
skin. Un vento di restaurazione soffia su tutti i 
versanti del sociale producendo politiche sempre 
più restrittive ed emarginanti. 

Decine di migliaia di proletari vengono incarcerari 
ogni anno solo perchè sono dipendenti da o fanno 
uso di sostanze che lo Stato ha deciso di conside- 
rare illegali; oltre un centinaio di co«pagni/e 
sono sepolti vivi nei lager di Stato, di quello 
stesso Stato che si è sempre autoassolto da tutte 
le stragi commesse in questi 25 anni dalle sue 
strutture sotterranee. 

Le realtà sociali che lottano, che si oppongono aal 
processo reazionario in atto non sono certo azze- 
rate: dai centri sociali, dalleuniversità, dalle re- 
altà autoorganizzate sul lavoro e sulla casa si 
stanno dando nuovi processi aggregativi che possono 
opporsi a tutto ciò. 

COMPAGNO PEDRO STA SCRITTO NELLA STORIA RIVOLUZIONE 
FINO ALLA VITTORIA. CONTINUEREMO LA TUA CORSA VERSO 
LA LIBERTA’. CONTINUEREMO ANCHE LA LOTTA DI TUTTI 
QUEI COMPAGNI CADUTI, TRA CUI NEL VENETO ANTO- 
NIETTA, ALBERTO, LORENZO, NEL TENTATIVO DI COMBAT- 
TERE CONTRO LA BARBARIE E GLI ASSASSINI DI STATO. 

C.S.O. PEDRO di via Ticino 
7\3\92 


19 File : TV080392.TXT 


Montebelluna, 08/03/92 

Si e’ conclusa oggi la “tre giorni“di occupazione 
di Villa Pisani. Iniziata venerdì sera, 
l’occupazione ha visto nella giornata di ieri 



(sabato 7) e di oggi, una partecipazione crescente. 
Ieri pomeriggio una cinquantina di persone, tra 
occupanti, giovani e compagni venuti anche da cen- 
tri sociali del Veneto, hanno dato vita ad 
un 'assemblea. Si e’ discusso sulla necessita’ di uno 
spazio liberato e autogestito nel nostro territo- 
rio, per dare una risposta ai nostri biso- 
gni, creando uno spazio che sia un punto di riferi- 
mento per quelle centinaia di giovani stanchi di 
sbattersi in una situazione di merda, creata da am- 
ministratori affaristi e padroni altrettanto affa- 
risti. Banche, vetrine, negozimodello tipo delle 
altre citta’ europee. Dall 'assemblea si e’ deciso di 
continuare a lavorare su questo terreno, con assem- 
blee, progetti pratici.., e continuando comunque la 
vertenza con il Comune apertasi in questi giorni. 
Alla sera c’e’ stata una partecipazione di massa al 
concerto, tra cui anche le mascherine in divisa le 
quali non si sono accorte che il carnevale e' fi- 
nito. 

La situazione e’ stata gestita molto tranquilla- 
mente. 

Oggi abbiamo sbaraccato:anche su questo punto 
(lavorare stanca) c’e’ stata una solida- 
rieta’crescente (molte le persone che si sono fer- 
mate la notte, e che hanno partecipato attxvamnte 
alla gestione del tutto) . 

Nel pomeriggio l’occupazione si e’ trasferita in 
piazza a Montebelluna.con mostre, musica e volanti- 
naggi (sia sul discorso degli spazi sociali, sia su 
quello della donna). Alla fine, la frutta: un cor- 
teo colorato e combattivo ha gironzolato per il 
centro con slogan e striscioni. 

collettivo 1.9. 9. 2 odissea degli spazi 
Montebelluna 


20 File : BESTIALM.DOC 


Comunicato stampa 

La sera del venerdì’ 6 marzo al Bestiai Market di 
via dello Scalo era previsto un concerto di un 
gruppo italiano a lire 18.000 (12.000 per gli stu- 
denti!). 

All’ingresso si e’ formato un gruppo sempre piu’ 
numeroso di studenti e non, che protestavano contro 
gli insostenibili prezzi dei concerti, che Open- 
coop e altre aziende dell 'intrattenimento impongono 
quotidianamente. 


Alla richiesta di trattare un prezzo piu’ equo e di 
poter entrare per leggere un comunicato contro lo 
sgombero dei centri sociali e contro chi -come Be- 
stiai Market e altri- prospera sulla chiusura degli 
spazi autogestiti, i gestori e l’ottuso servizio 
d’ordine (rapidamente integrato da fascisti entrati 
da una porta di servizio) hanno risposto con conti- 
nue provocazioni e bloccando gli ingressi. 

Nei tafferugli e’ stata danneggiata l’entrata prin- 
cipale, «a questi danni potevano essere evitati da 
un atteggiamento meno arrogante e aggressivo da 
parte del servizio d’ordine del locale. 

Poco dopo la chiusura delle porte, mentre la gente 
-ormai terminata la contestazione- stava defluendo 
tranquillamente, la polizia (in collaborazione con 
gli scagnozzi dell’Opencoop che hanno per primi 
iniziato ad aggredire gente che si allontanava) ha 
caricato pesantemente la folla, in modo indiscrimi- 
nato, aggredendo anche persone che erano appena ar- 
rivate. 

Uno studente e’ stato fermato, su indicazione del 
servizio d’ordine Opencoop, e pestato ripetuta- 
mente, sia in strada che in auto. 

Le cariche della polizia sono proseguite sui viali, 
contro chiunque avesse capelli lunghi, aspetto 
"ribelle 1 ', o passeggiasse in gruppo. 

L’ASSEMBLEA NOTTURNA DEI PARTECIPANTI ALLA CONTE- 
STAZIONE BOLOGNA, 7/3/92 


21 File : AVV0CATO.TXT 


Seregno, 7 marzo 1992 

Riportiamo qui sotto uno stralcio della delibera di 
giunta datata 6 febbraio con la quale 
l’Amsinistrazione comunale di Seregno nomina un le- 
gale per le pratiche inerenti al centro so- 
ciale. Siamo grati fin d’ora a tutti coloro che po- 
trebbero farci capire qualcosa di piu’ su questo 
comportamento un po’ anomalo che onestamente ci 
trova spiazzati. Ci aspettavamo uno sgombero con la 
forza, questo si, ma non riusciamo a capire ora che 
ruolo avrebbe la nomina di un legale in questa fac- 
cenda. 

Oggetto: causa comune/sintesi sociale in materia di 
locazione. Nomina legale avv. Calo’ Tommaso. La 
giunta municipalePremesso che questa amministra- 
zione intende rientrare in possesso dei locali del 



proprio edificio comunale sito in Piazza Risorgi- 
mento n. 33 e attualmente occupati 
dall’Associazione Sintesi Sociale ; Ritenuto oppor- 
tuno autorizzare il Sindaco pro-tempore ad agire 
contro il gruppo Sintesi Sociale incaricando l’AVV. 
Calo’ Tommaso con studio (...) della tutela degli i 
nteressi del Comune; 

Delibera 

1) di incaricare l’avvocato (...) degli adempimenti 
necessari per riacquisire la disponibilità’ 
dell’unita’ immobiliare sita in piazza Liberta’. 

2) di impegnare la somma di 1. 2.000.000 quale 
spesa del giudizio imputandola al CAP .(...) 

- seguono altri punti inerenti alle modalità’ di 
pagamento dell’avvocato 

- Vorremmo se possibile alcune delucidazioni in 
proposito. 

A parte le inesattezze della delibera di giunta 
nelle quali si fa riferimento ad una fantomatica 
associazione (?) sintesi sociale ci chiediamo quali 
potrebbero essere le strade intraprese dalla giunta 
attraverso una causa legale. 

Se siamo considerati occupanti di uno stabile comu- 
nale, non pagando ne’ affitti ne' spese di altro 
tipo, perche’ non attuano uno sgombero in piena re- 
gola, magari dopo un’ordinanza del Sindaco? 

Contro chi o cosa potrebbero fare causa dal momento 
che non siamo ne’ una associazione ne’ un gruppo 
regolarmente costituito? 

E’ possibile che possano riferirsi ai fondatori di 
un gruppo chiamatosi Sintesi Sociale che origina- 
riamente diversi anni fa si era regolarmente costi- 
tuito in comune e dal quale il centro sociale ha 
ereditato il nome pur non avendo nulla a che fare 
con tale gruppo? 

Cosa dobbiamo aspettarci come prossima «ossa se 
1’ amministrazione decide di proseguire in una 
strada di questo tipo? 

E’ possibile che intentino una causa nei confronti 
di alcune persone note come frequentatrici del cen- 
tro?0 forse dobbiamo aspettarci qualche irruzione 
allo scopo di raccoglire i nominativi dei frequen- 
tatori? 

Insomma e' possibile capire come l'avvocato presu- 
mibilmente deciderà’ di muoversi per poter contro- 
battere al meglio? 


Centro Sintesi Sociale (comunque occupata ed auto- 
gestito) 


22 File : SAHARAHI.ZIP 


RESOCONTO DELLA SERATA DEDICATA AL FRONTE P0LISARI0 
AL LE0NCAVALL0 

La serata ha avuto inizio con una cena popolare a 
base di couscous saharawi, seguita da un dibattito 
sulla situazione attuale nel Sahara Occidentale, 
accompagnata da una mostra fotografica e da una 
piccola esposizione di prodotti dell’artigianato 
saharawi. 

Dopo 17 anni di guerra contro il re del Marocco, che 
ha occupato il Sahara Occidentale nel 1975. Final- 
mente l’O.N.U. ha approvato una risoluzione, la 
690, che prevede l’organizzazione di un referendum 
libero e democratico per l’autodeterminazione del 
popolo Saharawi che doveva svolgersi nel gennaio 
scorso dopo l’accordo di ambo le parti: il FRONTE 
POLISARIO ed il re del Marocco. Per mancanza di 
collaborazione da parte del Marocco con le Nazioni 
Unite, ostacolando il lavoro del MINURS0 (Missione 
delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara 
Occidentale) e violando sistematicamente la tregua 
militare e creando un clima di intimidazione per la 
popolazione civile nelle zone occupate della RASO 
(Repubblica Araba Saharawi Democratica) il referen- 
dum e’ slittato. Da ciò’ ha origine l’appello ri- 
portato qui sotto. 

Notevole e’ stato l’intervento di un compagno ma- 
rocchino che si e' dichiarato "totalmente dalla 
parte del FRONTE PER LA LIBERAZIONE NAZIONALE”. 


APPELLO URGENTE DAL POPOLO SAHARAWI 

A tutti i compagni ed a tutte le forze democratiche 
d'Italia e del mondo: h vi preghiamo a nome della 
liberta’ dei popoli e della solidarietà 'di tutti ì 
quelli che lottano per l’autodeterminazione dei po- 
poli e per la democrazia, di «andare un telegramma 
o un messaggio al segretario generale delle Nazioni 
e Unite per salvaguardare il piano di pace per il 
Sahara Occidentale e il rispetto della risoluzione 
690 del Consiglio di Sicurezza dell ’ 0 . N . U . per la 
realizzazione di un referendum libero e democratico 
nel Sahara Occidentale. 



Fronte Polisario 

INTERVENTO DEL COMPAGNO MAROCCHINO 

Siamo nel ’ 92. Nel 1975 ci fu la"marcia verde"del 
popolo marocchino verso il Sahara Occidentale, oc- 
cupato allora dalla Spagna. 17 anni: mai nella sto- 
ria a politica marocchina e saharawita ci fu un 
confronto faccia a faccia per provare a cercare di 
risolvere o almeno mettere sulla tavola il con- 
flitto politico, economico e militare. 

E tra i due popoli e’ chiaramente il popolo maroc- 
chino che ha pagato e continua a pagare il gesto 
stupido di una persona che non ha mai finito di de- 
cidere a nostro nome. 

Stiamo pagando in un nodo o nell altro le conse- 
guenze di una politica stupida. 

Io sono sicuro che adesso molti marocchini, per 
fortuna non tutti!, non saranno d’accordo con me, 
perche' credo che gli uomini non siano uguali nel 
modo di pensare e i loro punti di vista divergano. 
Leconvinzioni politiche sono cose bellissime, una 
specie di pace per la nostra o coscienza. 

Io sono fiero della mia nazionalità’, ma cambuio 
subito la mia posizione politica quando il sistema 
politico della mia nazione diventa aggressivo e at- 
tenta alla liberta’ di un’altra persona o di un al- 
tro popolo. Nessun sistema politico e’ perfetto, ma 
la liberta’ lo e’ . 

Adesso e’ chiara e netta la mia posizione politica: 
sono totalmente dalla n parte del FRONTE DI LIBERA- 
ZIONE. 

Nel 1975, non mi ricordo esattamente il giorno e il 
mese, ma mi ricordo e bene una cosa: che il nostro 
re aveva preso da solo la decisione di conquistare 
un territorio che non era nostro, ma in quel pe- 
riodo era nelle mani del colonialismo spagnolo. 

A mio parere questa occupazione e’ stata principal- 
mente un progetto di o carattere economico, che an- 
cora oggi fa guadagnare al nostro re una tassa cor- 
rispondente ad un giorno di lavoro al mese per ogni 
lavoratore, che si chiama "tassa per il Sahara . 

E questa guerra pesa comunque sul popolo maroc- 
chino, perche’ ha fatto aumentare il costo della 
vita e continua a rubare al popolo i giovani, ob- 
bligandoli a combattere per una causa in cui gran 
parte della gente non crede. 

Questa serata e’ stata organizzata qui al Leonca- 
vallo per far conoscere anche fuori dall’Africa 
questa situazione ed il nostro sistema politico. 

E se il FRONTE POLISARIO e’ qui per una causa, noi 
marocchini siamo sparsi per l’Europa per una conse- 
guenza: la politica del nostro re. 


Per finire, voglio fare un appello: se c’e’ qualche 
marocchino ( e ci sara’ sicuramente! ) che non e’ 
d’accordo con me, abbia il coraggio di dirlo aper- 
tamente, non limitandosi a boicottare le mostre fo- 
tografiche, atto di cui noi non possiamo che vergo- 
gnarci. 


23 File : MICOMRAI.TXT 


MILANO, COMUNICATO PER LE RADIO DI MOVIMENTO E PER 
LA RETE ECN 

ENNESIMA PROVOCAZIONE DA PARTE DI MAGISTRATURA E 
DIGOS 

8 COMPAGNI FACENTI RIFERIMENTO AL C.S. LEONCAVALLO, 
ALLA CASA OCCUPATA DI VIA DEI TRANSITI E AI COLLET- 
TIVI UNIVERSITARI SONO STATI RAGGIUNTI 0 STANNO PER 
ESSERE RAGGIUNTI DA DECRETI DI CITAZIONE A GIUDIZIO 
PER AVER PARTECIPATO ALLA MANIFESTAZIONE TENUTASI 
SOTTO IL CENTRO DI PRODUZIONE RAI DI CORSO SEMPIONE 
IL GIORNO 8 FEBBRAIO 1991. IL REATO CHE IL PUBBLICO 
MINISTERO, LORELLA TROVATO, CONTESTA AI COMPAGNI E’ 
DI RADUNATA SEDIZIOSA (ART. 655 C.P.) LA MANIFESTA- 
ZIONE (TRA L’ALTRO AUTORIZZATA) ERA STATA INDETTA 
DAL MOVIMENTO MILANESE CONTRO LA POLITICA DI DISIN- 
FORMAZIONE E CENSURA DELLA RAI E DEI MASS-MEDIA IN 
GENERALE DURANTE LA GUERRA IMPERIALISTA CONTRO 
L’IRAK, E AVEVA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI CIRCA 2- 
300 COMPAGNI E LAVORATORI. 

DURANTE IL PRESIDIO SOTTO LA SEDE RAI DIGOS E CELE- 
RINI, GIÀ’ DISTINTISI PER UNA SERIE DI ATTEGGIA- 
MENTI PROVOCATORI CARICAVANO I COMPAGNI PERCHE’ 
"PRESSATI” (A QUANTO DICONO) CONTRO I MURI 
DELL’EDIFICIO. 

NELLE CARICHE ALCUNI COMPAGNI RIMANEVANO CONTUSI 0 
FERITI. NON SODDISFATTI AGENTI E FUNZIONARI DELLA 
DIGOS INIZIAVANO UNA CACCIA ALL'UOMO CHE AVEVA COME 
RISULTATO L’IDENTIFICAZIONE DI 5 COMPAGNI. 

COME NON BASTASSE QUESTA CARICA COMPLETAMENTE IN- 
GIUSTIFICATA, ORA ARRIVANO QUESTA CITAZIONI, DALLE 
QUALI SI APPRENDE CHE SI PUÒ’ SCEGLIERE, AL SOLITO, 
FRA IL RITO ORDINARIO, ABBREVIATO E IL PATTEGGIA- 
MENTO (15 GIORNI DI ARRESTO). 

GLI “IMPUTATI" HANNO DECISO DI RIFIUTARE IL RITO 
ABBREVIATO ED IL PATTEGGIAMENTO E DI PRESENTARSI AL 
PROCESSO CHE SI TERRA’, SALVO ECCEZIONI PRESENTATE 
DAGLI AVVOCATI DELLA DIFESA, IL 29 APRILE 1992. 



VOGLIAMO RIBADIRE ANCHE DENTRO LE AULE DI TRIBUNALE 
LA PIENA LEGITTIMITÀ’ DELLE MANIFESTAZIONI DI DIS- 
SENSO DI MASSA ALLA GUERRA PER IL PETROLIO E PER 
L’INSTAURAZIONE DEL "NUOVO ORDINE MONDIALE' CHE AL- 
LORA SI ESPRESSERO E FARE CHIAREZZA SULLA POLITICA 
REPRESSIVA CHE, SOTTO GLI ORDINI DEL MINISTERO DE- 
GLI INTERNI E DI TUTTO IL GOVERNO, VENIVA E VIENE 
ATTUATA DA DIGOS, CELERE E CC NEL TERRITORIO MILA- 
NESE. 

I COMPAGNI INQUISITI 


24 File : TV060392.ZIP 


Questa sera occupata Villa Pisani, a Biadene di 
Montebelluna. Riportiamo il volantino con cui gli 
occupanti hanno aperto questa tre giorni di spazio 
e tempo liberati. 

Come si vive a Montebelluna? Ad ascoltare loro, 
sembra che si siano fatti in quattro in questi ul- 
timi anni. Grandi parole e tanta propaganda.! ri- 
sultati che hanno ottenuto li viviamo sulla nostra 
pelle: cave, megaelettrodotto, corruzione e cliente- 
lismo : vorremmo entrarein certi archivi, sapere 

di certi appalti, conoscere certi favori, per sve- 
lare cosa c’e’ sotto. Sotto ci sono interessi di 
padroni e politici (o politici/padroni, come nel 
caso di qualche ex-sindaco...) a spartirsi la 
citta’, gli spazi pubblici, gli appalti, le pol- 
trone. 

E giu’ vetrine, banche, centri commerciali. 
Probabilmente il denaro si mangia, le vetrine aiu- 
tano ad uscire dall’eroina, i centri commerciali 

sono divertenti e socializzanti 

Questo hanno fatto! Ora si vede chiaro: Monte- 
belluna e tutto il territorio circostante, sono il 
posto della disgregazione sociale, 
dell’emarginazione, del razzismo sottile verso gli 
immigrati (che per i padroni lavorano ma per i po- 
litici non esistono), della repressione e del con- 
trollo sociale (grazie, Rosa Russo Jervolino ! ) , 
della mancanza di spazi e strutture, del lavoro 
sottopagato e/o in nero (si ringraziano i sindacati 
per i «acchiavellici contratti di formazione-la- 
voro), della morte per eroina. 

E intanto, nel bla bla generale (progetto giovani: 
quanto avete discusso PER NIENTE ?) da 5-6 anni a 
questa parte si e’ boicottata ogni iniziativa che 
fuori da interessi di profitto o di partito, ha vo- 


luto riappropriarsi di spazi, tempo, dibattito, 
cultura e divertimento non mercificati. 

TUTTI GLI SPAZI SONO STATI NEGATI: ILLEGALI 
SIETE VOI ! 

Noi occupiamo, perche’ e’ giusto, perche’ quello 
che ci spetta siamo stanchi di chiederlo, perche’ 
tutti devono sapere cosa fate Voi con i nostri 
soldi e la nostra vita. 

A Villa Pisani (Biadene di Montebelluna) tre giorni 
di spazio e tempo liberati: musica, concerti, mo- 
stre, dibattito, uscite in piazza per far sentire 

la nostra voce, divertimento 

VENERDÌ ’ 6 sera:musica 

SABATO ? pom. assemblea / sera concerti 
DOMENICA 8 :ve le diamo noi le mimose... 

FAI UN SALTO PRIMA CHE TI FACCIANO SALTARE ! 

collettivo 1.9. 9. 2 ODISSEA DEGLI SPAZI 
Montebellunba (TV) 6/3/92 


25 File : PD030692.TXT 


Giovedì’ 5/3/92 e’ aperta ufficialmente la campagna 
elettorale, la banda dei partiti vecchi e nuovi 
iniziano la grande kermesse elettorale, tutti de- 
cisi a parole tutti d’accordo nei fatti ossia nel 
passaggio tra la vecchia repubblica, quella della 
costituzione del 48, alla nuova repubblica, quella 
delle post picconate, del post socialismo quella 
del post post Tutti i poteri al governo cen- 
trale: quello della legalizzazione del razzismo, 
della morte da carcere, quella del craxismo contro 
le cosiddette droghe, quella delle leghe, quello 
che da spazio e pubblicità’ ai nazi skins ecc. ecc. 
Giovedì’ 5/3/92 ore 7, la DIGOS, quella di ieri, 
quella di oggi e di domani, si inserisce in questa 
campagna, l’ordine e’ tassativo e ormai consueto 
per queste occasioni: ripulire il territorio -al- 
meno per un periodo- da tutto quello che non e’ 
omologato; in questo quadro si inserisce la perqui- 
sizione fatta a due compagni che vivono, lavorano e 
gestiscono un locale alternativo cioè’ non omolo- 
gato, conosciuti da molti in Este. Un luogo che 
proprio per queste sue caratteristiche e’ continua- 
mente sottoposto a provocazioni e pressioni da 
parte di carabinieri, polizia, vigili urbani, fi- 
nanza, ispettorato del lavoro, ecc. Questa volta 
l’occasione -o il pretesto- e’ che questi due com- 
pagni, pare, forse, (non viene assicurata verità’), 
siano o comunque potrebbero essere implicati negli 
attentati fatti ai due eroi italiani della guerra 



del golfo "Bellini e Gocciolone; non chiedeteci 
prove e motivazioni, probabilmente questi due com- 
pagni fanno parte di centinaia di migliaia di per- 
sone che in Italia pensano ed hanno pensato che 
massacrare gente comune, uomini donne e bambini, 
lanciando tonnellate di bombe da diecimila metri di 
altezza," non sia comunque una grande impresa". 

In ogni caso con questo pretesto per 5 ore, 5 
agenti della digos hanno frugato, hanno rovesciato, 
hanno fatto da padroni in una casa e in un locale, 
sequestrando alla fine materiale di patrimonio di 
tutto il movimento, di tutti i frequentatori del 
locale, video delle lotte del movimento, videoregi- 
strazioni del massacro effettuato con la guerra del 
golfo, video e diapositive di vacanze, dei nostri 
viaggi, della nostra vita. MATER I ALE CHE CI APPAR- 
TIENE E CHE RIVOGLIAMO. 

Questa non e’ una provocazione ma una logica e una 
pratica imposta dallo stesso sistema di potere, di 
governo. Abbiamo parlato di "operazione di puli- 
zia", 15 giorni fa la polizia ha ripulito la citta' 
dai nomadi, 1 cosiddetti zingari, la settimana 
scorsa a Catania 2 centri sociali sono stati sgom- 
berati. La campagna elettorale e’ cominciata ri- 
chiedendo ordine, l’ordine per pianificare una 
nuova legislatura di sfruttamento, di salari da 
fame una nuova legislatura adeguata al nuovo ordine 
mondiale, all’Europa unita e a tutti progetti di 
sviluppo capitalista. 

Il nostro ruolo ancora una volta sara’ a fianco dei 
popoli oppressi, a fianco degli sfruttati, tra gli 
antagonisti di questo potere che sforna emargina- 
zione e disperazione. 

NESSUNA PROVOCAZIONE CI INTIMIDISCE, LA REPRESSIONE 
DI POLIZIA E CARABINIERI NON LA TEMIAMO. 

GIU’ LE MANI DAI COMPAGNI E DAI LUOGHI DI SOCIA- 
LITÀ’ E AGGREGAZIONE DEL MOVIMENTO E DEI PROLETARI. 

COMITATO TERRITORIALE BASSA PADOVANA 
6/3/92 cip. via Paolotti Padova. 


26 File : FI20305.ZIP 


FIRENZE, 2/3/92 

PROTESIE DEI DISABILI CONTRO LA POLITICA DELLA RE- 
GIONE TOSCANA 

In un volantino pervenutoci dall'Enil (euoropean 
network for indipendent living) i gruppio dei di- 
sbaìli indipendenti protestano vivacemente contro 


la Regione Toscana rea di finanziare unicamnete le 
strutture istituzionali (i cosi 'detti istituti), e 
di non garantire per chi ha liberamente scelto il 
diritto alla vita indipendente e autogetsita nep- 
pure il minimo per la propria sussistenza. Nel vo- 
lantino si ricorda come L'ASSISTENZA PERSONALE DEVE 
ESSERE GARANTITA COME DIRITTO FONFAMENTALE ALLA 
VITA, E SI DICE ANCHE CHE NELLA TANTO "CIVILE E 
ROSSA TOSCANA LE PERSONE CON NOTEVOLI DISABILITA' 
NON POSSONO FARE ALTRO CHE COSTRINGERE I GENITORI A 
VIVERE IN CONDIZIONI DI SCHIAVITÙ'. 

IL VOLANTINO CONCLUDE CON : 

Vista la crudeltà' di lor signori le PERSONE CON 
DISABILITA' FANNO APPELLO A TUTTE LE PERSONE DI 
BUON SENSO AFFINCHÉ' DIANO UNA MANO PER RENDERE LA 
VITA QUOTIDIANA DEI CONSIGLIERI REGIONALI PIU' DIF- 
FICILE FINO A CHE NON SI DECIDERANNO AD ESSERE PIÙ- 
RISPETTOSI PER LA VITA. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA FIRENZE, 

4/3/92 


DISABILI ALL'ASSALTO DEL CONSIGLIO REGIONALE ! 

L'avevano annunciato, non avrebbero permesso ai 
consiglieri regionali di passeggiare sui loro cada- 
veri pur di far carriera. E cosi 1 disabili dell 
ENIL (European Network for Indipendent Living) aiu- 
tati in questo proposito da giovani del CSA Emerson 
e della Sinistra Giovanile si sono presentati ar- 
mati di cartelli e carrozzine all 16 di fronte al 
Consiglio Regionale dove hanno effettuato il BLOCCO 
DELL'INGRESSO, una Azione Diretta che ha colto di 
sorpresa molti consiglieri e funzionari in odore di 
elezioni. 

La protesta parte dalla assoluta mancanza di finan- 
ziamenti per chi coscientemente rifiuta 
l'istituzione delle strutture sanitarie. Infatti 
una nuova legge regionale istituisce finanziamenti 
per disabili solo nel caso che questi hanno supe- 
rato ì SESSANTACINQUE ANNI 

Di fronte al Consiglio Regionale qualche furbo 
(consigliere o funzionario) ha tentato addirittura 
di forzare il blocco dei disabli, operazione fal- 
lita in partenza, altri hanno chiamato la onnipre- 
sente DIGOS, per fare garantire il normale svolgi- 
mento del Consiglio, «a i disabili hanno ottenuto 
un immediato incontro con l'assessore alla sanità , 
incontro nel quale verrà' chiesta 1 immediato ri- 
tiro di una legge iniqua e disumana. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTAFIRENZE, 5/3/92 



Comunicato del Comitato Toscano dell’E.N.I.L. Ieri 
si e' svolto il preannunciato incontro tra il comi- 
tato toscano dell ’ENIL (le persone con disabilita’ 
che martedì pomeriggio avevano manifestato davanti 
al consiglio regionale) e gli assessori alla sa- 
nità’ Fratini e l'assessore Ballini . Durante 
l’incontro, durato oltre 3 ore, i due assessori si 
sono dimostrati disponibili a tramutare in delibera 
regionale entro questo mese solo una delle 4 ri- 
chieste avanzate dalle persone con disabilita' per 
non morire. 

In pratica nelle migliori delle ipotesi queste per- 
sone per sopravvivere saranno costrette a far finta 
di essere ammalate e aver bisogno degli infermieri. 
E questo alla faccia delle tante decantate lotte 
agli sprechi, a proposito di persone con disabi- 
lita’ che invece vogliono essere attive e chiedono 
solo l'aiuto indispensabile. Inoltre e’ emerso una 
inaccettabile incapacita’ tecnica, sia degli asses- 
sori che dei loro superpagati funzionari, ad af- 
frontare l’argomento senza l’aiuto delle persone 
con disabilita’. Pertanto e' stato fissato un altro 
incontro per sabato mattina alle 14 alle regione a 
Novoli coi funzionari dei 2 assessori perche’ nella 
tanto civilissima Toscana le persone con disabi- 
lita’ potranno, forse, vivere solo se nuscirenno a 
far capire certe delibere. 

Le persone con disabilita’ andranno a 
quell’incontro come manifestazione di buona vo- 
lontà’ di fronte alle richieste in tale senso pro- 
venienti dalla giunta regionale, ma in una succes- 
siva assemblea decideranno le iniziative da intra- 
prendere affinché' il diritto Idi vivere non venga 
schiacciato dall’egoismo dei suddetti signori. 

COMITATO TOSCANO DELL'ENIL 
FIRENZE, 5/3/92 

INVALIDI ANCORA IN PIAZZA 

Una nutrita rappresentanza di invalidi dell' ANMIC, 
associazione di invalidi civili ha manifestato ieri 
mattina insieme al Comitato disoccupati invalidi 
civili per chiedere l'applicazione della legge 
482\68 sul collocamento obbligatorio delle catego- 
rie protette. Secondo i responsabili delle associa- 
zioni il comune di Firenze e' inadempiente per 180 
assunzioni. 

Non e' la prima volta che gli invalidi scendono in 
pizza per chiedere l'applicazione della legge sul 
collocamento obbligatorio. Il mese scorso sempre la 
stessa associazione aveva manifestato davnti alla 


Stantìa e il mese precedente davanti alla C00P. Ma 
le proteste sono state evidentemente inutili. Alla 
fine del SIT-IN l'assessore Barcali ha ‘'promesso" 
tre assunzioni siamo già' in tempo di ele- 
zioni. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


27 File : FI20305D.TXT 

FIRENZE, 5/3/92 
PRIMAVERA 90 PRIMAVERA 92 

IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA COMPIE DUE ANNI ! 

Una nota stonata nella citta' dei commercianti e 
degli speculatori. 

Nella primavera '90 trenta giovani senza casa occu- 
pano un palazzo sfitto e inutilizzato da anni get- 
tano le fondamenta per la nascita del movimento di 
Lotta per la casa. 

Appena nato manifesta la sua incompatibilita' con 
la citta' delle 

50 logge massoniche e delle amministrazioni che 
cambiano colore ma non mutano il loro atteggiamento 
servile nei confronti di immobiliari strozzini e 
speculatori. 

51 rafforza attraverso esemplari episodi di solida- 
rietà' tra eguali come la difesa degli sgomberi in 
via Manni e in via Rosellini e l'immediata occupa- 
zione della Bice Cammeo in seguito allo sgombero 
forzato di via del Giglio. 

Conosce la sconfitta sul campo nello sgombero di 
tre famiglie in via di Mezzo episodio che conferma 
come il problema casa sia diventato a Firenze un 
affare privato del locale ufficio DIGOS. Allo sgom- 
bero seguono i feriti e 13 denunce per fortuna an- 
cora senza esito. 

Innumerevoli nel corso di questi 2 anni le presenze 
e i presidi in Consiglio Comunale, all'assessorato 
alla casa del cattolico Tiscar, all'ufficio casa 
dei solerti funzionari Giani e Vannini. 

Ha conosciuto anche qualche vittoria e non ultima 
l'assegnazione di una casa al "LUPO” che non si e' 
«ai piegato ai progetti speculativi. 

Da due anni un centinaio di famiglie ha potuto 
sfuggire le tenaglie dello strozzinaggio e delle 
lunghe attese fuori dalle stanze dei politici e dei 
loro funzionari per mendicare quello che ad ogni 
essere umano spetterebbe di diritto. 



File : PD050392.TXT 


SANATORIA PER TUTTI GLI OCCUPANTI, SE VUOI AFFRON- 
TARE IL TUO PROBLEMA CASA A TESTA ALTA CERCA IN VIA 
DI MEZZO 46 TEL. 241881 

IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA 


28 File : FI20304B.TXT 


FIRENZE, 4/3/92 

21 MARZO GIORNATA INTERNAZIONALE DI LOTTA 
ALL'APARTHEID, PREPARIAMO UNA GROSSA MANIFESTAZIONE 
PER UNA FESTA DI PRIMAVERA ANTIRAZZISTA. TUTTI IN 
PIAZZA SAN MARCO IL 21 MARZO ALLE ORE 9.00 

Appello del centro di Comunicazione Antagonista per 
una giornata di lotta. 

1) Permessi di Soggiorno. 

L'immigrazione non può' essere affrontata come pro- 
blema di ordine pubblico, tracciando conseguente- 
mente il solco razzista nella coscienza popolare e 
costringendo alla clandestinità' gli immigrati, ma 
come normale elemento della vita politica e so- 
ciale. Basta quindi con il controllo e l'arbitrio 
delle Questure, tutte le pratiche burocratiche 
vanno affidate agli uffici Comunali. 

2) E questo un diritto sancito anche dalle stesse 
leggi della Repubblica, ma e' quasi ovunque disat- 
teso. Necessita quindi la creazione di strutture di 
base (con la presenza di personale sanitario) che 
imponga il rispetto di questo diritto; senza dimen- 
ticarsi che, come tutti ben sanno, in Italia il di- 
ritto alla Salute si ferma all'ingresso delle car- 
ceri, e questo e' ancora piu' tragicamente vero per 
gli immigrati detenuti. 

3) DIRITTO ALLA CASA 

Il problema abitativo, specie nelle aree metropoli- 
tane, investe italiani e stranieri. Pescecani, af- 
fitti a nero, speculazioni, banche, assicurazioni e 
cnminalita'economica negano questo diritto. Il Mo- 
vimento di lotta per la Casa, con la pratica delle 
occupazioni delle case sfitte e della difesa degli 
sfratti ha riaffermato in citta' 
l'imprendiscibilita' di questo diritto. Questo va- 
leanche per l'immigrazione extracomunitaria ! 


29 


Este (PD) 05/03/1992 

Questa mattina è stata effettuata una perquisizione 
nei locali del P0SM0 bar nonché nell’abitazione dei 
gestori. 

La perquisizione, firmata dal procuratore della re- 
pubblica di Padova Carmelo Ruberto, è stata ese- 
guita dalla DIGOS per il reato di cui gli art. 270 
bis C.P. (associazione sovversiva), e 110 C.P.. e 9 
L. 497/74 

A seguito di questa perquisizione (durata 5 ore), 
sono stati sequestrati video, diapositive, foto- 
grafie, floppydisk, tutto materiale usato 
all’interno del P0SM0 per le attività culturali che 
vi vengono svolte. 

Non è la prima volta che si verifica questo tipo di 
provocazione ai danni del locale che aderisce al 
circuito di locali alternativi che propongono al 
loro interno iniziative culturali anche legate a 
dinamiche di movimento. 

E’questo il motivo per cui il P0SM0 bar viene con- 
tinuamente bersagliato. 

L’amministrazione comunale, i vigili urbani, i cara- 
binieri, la finanza, ed ora anche la questura, 
hanno sempre tentato con metodi pretestuosi di col- 
pire un luogo di aggregazione che vuole porsi al di 
fuori della logica di mercificazione 

ì lavoratori del POSMObar ESTE 


CENTRO DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 



ULTIM'ORA 


DAL MATTINO DI PADOVA DEL 13 MARZO: 

MOLOTOV CONTRO LA CISNAL 

Ieri sera dopo la conclusione del comizio di Fini. 

Un botto e una fiammata hanno interrotto bruscamente la cena dei 
condomini del palazzo al civico 35 di Via Crescini, quando e’ esplosa la 
bottiglia incendiaria lanciata contro la sede della CISNAL da due giovani 
vandali (certo improprio definirli terroristi) che sono poi fuggiti a piedi. 
...mentre una rivendicazione anonima giungeva al Mattino motivando il 
gesto come una presa di posizione contro "le squadracce fasciste" e il 
comizio elettorale del segretario del MSI G. Fini che aveva da poco 
terminato di parlare a qualche centinaio di metri di distanza...." 


Imperia 

NOTIZIE DAL FRONTE INCENERITORI E DISCARICHE 
MARTEDP10 MARZO 1992 

Settimane di lavoro sotteraneo, di controinformazione capillare, in citta' e 
nei paesi dell’entroterra, hanno finalmente iniziato a produrre frutti!!!!!! 
Alla prima assemblea generale cittadina indetta dai comitati di Civezza 
Poggi, Borgo d’Oneglia, Valle Impero, Imperia contro l’inceneritore che 
l’amministrazione comunale di Imperia ha in programma di costruire, hanno 
partecipato, affolando all'inverosimile lasala e le scalinate di accesso, circa 
300 persone. 

E’ la prima verifica del fatto che, contro il business dei rifiuti, un vasto 
fronte popolare e’ disponibile a schierarsi. 

MERCOLEDÌ' 11 MARZO 1992 

L’assemblea del giorno precedente si era conclusa con l’indicazione di 
presenziare in massa al consiglio regionale del giorno seguente in cui 
doveva essere discusso il piano regionale che prevede per la provincia di 
Imperia l’installazione di ben tre inceneritori. 

Un pulmann del Coordinamento Cittadino dei comitati contro l'inceneritore 
si e’ mosso da Imperia di prima mattina raggiungendo in mattinata il 
palazzo della regione, dove delegazioni di manifestanti dei comitati di 
Genova, Albisola Superiore, Ventimiglia, Carro (SP) avevano già’ affollatola 
sala del consiglio. 

A fronte del conportamento provocatorio, in particolar modo dei consiglieri 
socialisti, il cui partito, ovunque, pare particolarmente "interessato" al 
business degli inceneritori delle discariche, le circa 200 persone presenti 
INTERROMPEVANO IL CONSIGLIO REGIONALE ed ottenevano un incontro con 
l'assessore, guarda caso socialista, Morchio, promotore e sponsor del piano 
Discariche e Inceneritori. 



Durante l'assemblea che ne e’ seguita, primo momento di incontro regionale, 
dei comitati spontanei, e’ stato affermato per la prima volta il principio 
fondamentale della SOLIDARIETÀ’ E DEL COORDINAMENTO TRA LE VARIE 
FORZE SPONTANEE DI BASE: tutti hanno capito che non si tratta di dire 
"no" all’ inceneritore sul propio territorio, perche’ questo venga 
sbolognato al comune vicino, ma si tratta di affrontare un problema, e 
probabilmente una lobby di speculatori che agisce e va affrontata in modo 
complessivo ed unitario. 


SABATO 14 MARZO 1992 

ESPOSTO DEI COMITATI IMPERIESI CONTRO LA DISCARICA PONTICELLI 

E’stato presentato alla magistratura un esposto contro la ditta Ponticelli, 
che, violando ogni norma di sicurezza e di gestione corretta continua ad 
attentare alla salute dei cittadini imperiesi. 

In particolare e’ stato notato che, periodicamente, dentro la discarica 
vengono appiccati pericolosissimi incendi che spostano, con il vento, fumi 
micidiale sugli abitati circostanti che hanno creato disturbi asmatici, forti 
dolori al capo e stimoli di vomito a decine di persone. 

Questa e decine di altre violazionidelle norme in materia hanno portato la 
situazione a divenire insostenibile, provocando nelle popolazioni protesta e 
mobilitazione. 

Sono prevista iniziative in tal senso gia'a partire dalle prossime settimane 


COMUNIC/AZIONE 
Agenzia di stampa antagonista 


PROGRAMMA INIZIATIVE CONTROCOLOMBIANE AD IMPERIA MARZO/APRILE 
1992 

VENERDÌ’ 20 MARZO 

Incontro con gli indiani Mohawak (due esponenti del movimento degli 
indiani americani contro la celebrazione del cinquecentenario dell’inizio 
dello sterminio). 

Centro culturale polivalente-Piazza del duomo ore 21:00. 

SABATO 21 MARZO 

Concerto con un gruppo di Parigi al c.s.o.a, Sobbalzo. 

Via Garessio ore 21:30. 

VENERDÌ’ 27 MARZO 

Incontro con Nando Minnella, docente universitario di Roma, autore del 
libro "Frecce Spezzate". Conferenza con video ed immagini. 

Centro Culturale polivalente-Piazza del duomo ore 21:00. 



VENERDÌ’ 3 APRILE 

Proiezione del film "Una domanda, capitano” dei registi tedeschi Bern e 
Jenny Shutz. Al termine dibattito con gli autori. 

Società’ Operaia-Via S. Lucia ore 21:00. 

VENERDÌ’ 10 APRILE 

Dibattito e presentazione del libro "Historia del Salvador" del comitato di 
azione antiimperialista di Milano. Parteciperà' all’assemblea Cuan Carlos 
Fuentes, rappresentante del FRONTE FARABUNDO MARTI’ DI LIBERAZIONE 
NAZIONALE 

Centro di documentazione La Talpa e l’Orologio-Viale Matteotti 23 ore 21:00. 
VENERDÌ’ 24 APRILE 

Dibattito sull'America Latina e presentazione della rivista "Quetzal" 

Centro di documentazione La Talpa e l’Orologio-Viale Matteotti 23 ore 21:00. 

SABATO 25 APRILE 

Concerto dei Ritmo Tribale 

C.S.O.A. Sobbalzo-Via Garessio ore 22:00. 


COMUNIC / AZIONE 
Agenzia di stampa antagonista 


Per informazioni tei. 0183/64275 




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